Corso RLS: diventare rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Nonostante l’importanza di avere in azienda un RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), non tutti conoscono bene quali siano i compiti, le procedure di formazione e le modalità di elezione di questa figura aziendale. Cerchiamo di comprendere insieme come funzionano corso e nomina RLS, partendo, prima di tutto, dalla definizione dei suoi compiti e delle sue responsabilità.

RLS: chi è?

RLS è un acronimo che sta per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Si tratta di una persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

Tutte le aziende con lavoratori nel proprio organico, tra i quali vengono intesi anche i soci, gli stagisti, i tirocinanti e i lavoratori con contratti a tempo determinato, devono avere la possibilità di far riferimento a questa figura il cui compito, di fatto, è quello di fare da intermediario tra i dipendenti e il datore di lavoro.

Un RLS deve essere opportunamente formato allo svolgimento dei suoi compiti e deve essere un competente portavoce delle richieste avanzate dai lavoratori. Allo stesso tempo, ha il dovere di supportare il datore di lavoro nella messa a punto di condizioni lavorative rispettose della sicurezza e della salubrità, oltre che di procedure tese alla riduzione dei rischi.

Il RLS può essere eletto direttamente dai lavoratori, internamente o a livello territoriale, o designato dalle rappresentanze sindacali presenti nell’azienda. In entrambi i casi, comunque, devono sussistere determinate condizioni, in base alle quali si può optare per l’una o per le altre soluzioni.

Vedi anche  Dispositivi di Protezione Individuale

RLS e RLST: quando il rappresentante è territoriale?

Il RLS può essere nominato per ciascuna singola azienda o, nel caso di attività di dimensioni ristrette, essere designato a livello territoriale.
In aziende con un numero di dipendenti inferiore a 15 lavoratori, il RLS può essere scelto tra quelli territoriali secondo le modalità previste contratto collettivo.
Se, invece, il numero dei dipendenti dell’azienda è superiore a 15, il RLS viene nominato tra i rappresentanti sindacali o, in assenza di questi, tra i lavoratori stessi.

Quanti sono i RLS all’interno di un’azienda?

Il numero di RLS per attività varia in base alla dimensione dell’azienda in termini di dipendenti assunti.
In particolare, per imprese con un numero di lavoratori che non superi i 200 uomini, deve essere nominato almeno un RLS. Le aziende con massimo 1000 dipendenti, invece, devono provvedere all’individuazione di almeno 3 RLS. Se, infine, un’attività è di dimensioni maggiori, contando oltre 1000 dipendenti, i RLS devono essere almeno sei.

La formazione: come si diventa RLS?

Il RLS può diventare tale dopo aver partecipato a un corso preparatorio in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il percorso formativo mira a offrire al RLS una panoramica quanto più completa possibile sui rischi specifici esistenti nei settori in cui esercita la sua rappresentanza. In questo modo il RLS sarà preparato alle situazioni di fronte alle quali si troverà a intervenire e acquisirà le giuste competenze riguardanti le tecniche di controllo e prevenzione dei rischi.

L’organizzazione del corso di formazione varia in base al contratto collettivo adottato dall’azienda in cui opera il RLS. In generale, però, il corso iniziale ha una durata minima di 32 ore.
Il RLS è, inoltre, soggetto a un aggiornamento continuo disciplinato dal contratto collettivo nazionale, secondo il quale è necessario seguire un corso formativo di almeno 4 ore all’anno, per le imprese con un numero di lavoratori compreso tra 15 e 50, e di minimo 8 ore all’anno, per le attività con oltre 50 dipendenti.

Vedi anche  Visita medica lavoro: in cosa consiste?

Ma cosa fa un RLS?

I compiti di un RLS sono diversi e, come già detto, tutti legati alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, oltre che alla prevenzione dei rischi connessi allo svolgimento dell’attività lavorativa.
Il RLS ha diritto di accedere ai luoghi di lavoro per controllare il rispetto delle indicazioni di sicurezza fornite dal datore di lavoro. Viene consultato per la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, per la designazione delle figure deputate al controllo della sicurezza e per l’organizzazione delle attività di formazione. Promuove e propone l’attuazione di misure preventive per la salvaguardia della salute dei lavoratori, informa i responsabili dell’azienda di eventuali rischi riscontrati nel corso dell’attività e può rivolgersi alle autorità quando ritiene che le misure di prevenzione e protezione adottate non sono adeguate a garantire salute e sicurezza dei lavoratori.