Dvr cos’è e chi redige il DVR?

Il DVR (Documento di valutazione dei rischi) è un documento che contiene la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e, per legge, al suo interno devono essere riportate anche tutte le informazioni relative alle sostanze o ai preparati chimici usati per le fasi di lavoro previste dall’attività. Con questo strumento, il Datore di lavoro, effettua una stima del rischio che si verifichi un evento dannoso per i dipendenti e l’entità dello stesso. Inoltre per ogni rischio individuato vengono definite quali sono le misure di prevenzione e di protezione da adottare durante le fasi di lavoro per ridurre le probabilità di rischio e contenere i danni.

Per la redazione del DVR, il Datore di lavoro, deve fare riferimento al D.Lgs. 81/2008 e in particolare all’art. 28 dove sono elencati tutti i possibili rischi, inclusi lo stress lavoro correlato e i rischi delle donne in stato di gravidanza. Questi sono due aspetti che nell’ultimo decennio hanno assunto sempre maggiore rilevanza nell’ambito della valutazione dei rischi sul lavoro. Il DVR è il documento cardine del “Testo unico sula sicurezza sul lavoro” e oltre all’art. 28 è disciplinato anche all’art. 17 del D.Lgs. 81/2008.

Chi redige il DVR?

L’art. 17 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce l’obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi per tutti i Datori di lavoro che hanno assunto almeno un dipendente. La valutazione dei rischi e la nomina del Responsabile del Servizio di Sicurezza e Prevenzione (RSPP) sono due adempimenti che non possono essere delegati. Per i lavoratori autonomi e le imprese familiari, la normativa rimanda all’art. 2222 del Codice Civile.

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Il Datore di lavoro, per la redazione del DVR, può scegliere di avvalersi di alcune figure: il RSPP che pianifica le misure di protezione e prevenzione, il Medico Competente che predispone il protocollo di sorveglianza sanitaria e il RLS (Responsabile dei Lavoratori). Il Responsabile dei Lavoratori deve essere consultato preventivamente e il Datore di lavoro deve consegnargli una copia del DVR per presa visione. I RLS ha facoltà di esprimere considerazioni sul merito del documento che hanno un valore di tipo “consulenziale”, ma devono essere riportate in calce al DVR.

Il Ministero del Lavoro dal 01/06/2013 ha introdotto una nuova metodologia, di tipo standardizzato, per la redazione del DVR, con limiti differenti per le imprese che hanno sino a 10 dipendenti e per quelle che hanno fino a 50 lavoratori.

DVR e data certa: cosa significa?

Datore di lavoro, RSPP, Medico competente e RLS devono garantire che il DVR abbia data certa. Gli strumenti per la certificazione sono stati definiti dal Garante della protezione dei dati personali con Provvedimento del 05/12/2000: timbro postale, marca temporale, invio a mezzo PEC, sottoscrizione del documento in tutte le sue pagine. La data certa del Documento di Valutazione dei Rischi è importante per dimostrare che la redazione sia stata effettuata prima di un’ispezione o di un infortunio sul lavoro.

Scadenza e aggiornamento del DVR

Parlare di scadenza del DVR non è corretto, perché il documento deve essere aggiornato durante l’esercizio dell’impresa. Dopo la redazione e l’apposizione della data certa, il DVR non può essere conservato in archivio perché attesta tutti i cambiamenti dell’azienda. L’art. 29 comma 3 del Testo Unico per la Sicurzza, stabilisce i casi di revisione del documento: introduzione di nuovi attrezzi, macchinari o sostanze pericolose; nuova sede, attività e organigramma aziendale; presenza di infortuni e malattie professionali.

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Come redigere il DVR?

La redazione del DVR è un’attività complessa e richiede una fase preliminare per la ricerca di dati e informazioni sull’azienda, a partire dai dati anagrafici, il numero degli addetti, le mansioni svolte, tutte le fasi del processo produttivo, la descrizione dettagliata degli ambienti di lavoro, i macchinari e le sostanze utilizzate (incluse le schede tecniche), i dispositivi di protezione individuale (DPI), le denunce INAIL e anche eventuali verbali di prescrizione.

Quali sono gli errori del DVR?

Il DVR deve essere redatto secondo la normativa vigente, ma spesso la stesura del documento non è corretta. Ci sono degli errori comuni per quanto riguarda il DVR, come l’incompletezza e l’incongruenza dei dati riportati, il mancato aggiornamento in seguito ai cambiamenti sopravvenuti nelle fasi produttive o alle sostanze utilizzate e la mancata individuazione delle procedure per attuare le misure da realizzare (ai sensi dell’art. 28 comma 1 lettera d) del D.Lgs. 81/2008).