Vendita maschere protezione vie respiratorie Roma

FFP mask - Personal protective equipment
L’emergenza Covid-19 ha portato alla ribalta un argomento che forse era dato per scontato, eccenzion fatta per tutti quei posti di lavoro che ne fanno regolarmente usodi prodotti antinfortunistica anche in assenza di epidemie.

Ecco che allora la maggioranza delle persone hanno imparato ad avere a che fare con un acronimo dispositivi DPI che sta ad indicare i Dispositivi di Protezione Individuale, mascherine, guanti e tutto ciò che può essere utilizzato per azzerare il numero dei contagi e preservare la salute di tutti.

La nostra azienda presente da annisul territorio romano per la protezione dei dipendenti sul luogo di lavoro, si è subito adeguata per la vendita delle maschere protezione vie respiratorie. La maschera di protezione delle vie respiratorie può essere di tre tipi:

  • maschere ffp1
  • mascherine ffp2
  • maschere ffp3

La sigla ffp sta per la tipologia di filtri applicati alla maschera protettiva. Contattateci per maggiori info sulla vendita dpi su tutta Roma.

Ma andiamo a vedere di cosa si tratta e cosa è previsto nella vendita di tali prodotti antinfortunistica.

Cosa sono i dispositivi Dpi?

Come detto in precedenza DPI è un acronimo che sta ad indicare i dispositivi di protezione individuale, si parla di tutte quelle attrezzature necessarie per ridurre al minimo i rischi e i danni per la salute e garantire la sicurezza sul lavoro.

Ad oggi però non riguardano più solo l’aspetto lavorativa, ma bensì quello quotidiano di ognuno di noi. Infatti l’obbligo di uso dei DPI (specialmente maschere protettive) riguarda tutti i casi in cui i fattori di rischio non possono essere evitati o ridotti adottando delle misure di prevenzione differenti.

Chiarito cosa sono, a cosa servono e che l’utilizzo non è più limitato all’ambito lavorativo, vediamo quali sono le normative previste per la loro vendita.

Dispositivi protezione individuale ed IVA

Per il gran numero di prodotti necessari in questo momento, il Decreto Rilancio che ha il compito di far ripartire l’Italia dopo mesi di lockdown, ha sancito l’esenzione Iva fino al 31 Dicembre 2020 di tutti i prodotti che rientrano nell’ampi gruppo dei DPI.

L’esenzione verrà applicata a mascherine, disinfettati e molti altri strumenti utilizzati anche e soprattutto in ambito ospedaliero.

Inoltre lo stesso decreto ha imposto un prezzo unico per le mascherine che viene fissato sulla somma dei 0,50 centesimi di euro al pezzo, per permetterne l’utilizzo quotidiano sia all’interno che all’esterno del contesto lavorativo.

Vendita al dettaglio di articoli antinfortunistica

In questo periodo estremamente particolare è stata la Protezione Civile a permettere la vendita di articoli antinfortunistica in maniera singole, questo vuol dire che è possibile acquistare mascherine singolarmente senza dover affrontare la spesa di quantità elevate.

Questo per permetterne l’opportuna distribuzione da parte da parte delle farmacie e di tutti i negozi abilitati alla vendita al dettaglio.

Il provvedimento indica anche le modalità che garantiscono la preservazione delle qualità microbiotiche dei prodotti stessi, indicando piccole e semplici attività da svolgere durante la vendita e quindi: igenizzazione delle mani

  • con disinfettanti idroalcolici oppure il lavaggio accurato con acqua e sapone;
  • utilizzo costante della mascherina per evitare contaminazioni a livello respiratorio;
  • utilizzo di guanti e camice.

Informazioni da dare ai consumatori sui dispositivi di protezione individuali

Infine è importante sapere cosa il consumatore deve poter reperire sui dpi (dispositivi di protezione individuale), quali sono i dati che la confezione di maschere protettive deve contenere:

  • denominazione del prodotto;
  • marchio e sede della ditta di produzione;
  • provenienza dalla comunità europea;
  • presenza di sostanze nocive;
  • materiali utilizzati per la produzione;
  • istruzioni d’uso;
  • data di fabbricazione e di eventuale scadenza.

Sanificazione Ambienti Roma

Perché la sanificazione ambienti è efficace contro il COVID-19?

United Kingdom - 2019–20 coronavirus pandemic
Trascorsa la fase critica dell’emergenza da COVID-19, ora la consapevolezza riguardo le misure precauzionali da mettere in atto per limitare la diffusione del virus è molto alta. Partendo dal distanziamento fisico e passando per l’igiene delle mani e il cercare di non venire a contatto con altri oggetti, è fondamentale disinfettare con cura le superfici di casa.

Poiché l’igiene è ad ora la maggiore probabilità a nostra disposizione per contrastare il virus, si pone una crescente attenzione sui servizi di sanificazione ambienti. Nonostante gran parte dei prodotti per la pulizia domestica di uso quotidiano, come acqua e sapone, siano adatti per una pulizia accurata in condizioni normali, svariati studi scientifici hanno evidenziato come il virus possa sopravvivere sulle superfici per un buon numero di giorni. La buona notizia è che il virus può essere eliminato anche solo in pochi minuti attraverso un’efficace opera di sanificazione.

Con l’ausilio di acqua calda e dei giusti prodotti battericidi, è possibile avere la certezza di tenere il più possibile lontano questo nuovo virus sconosciuto. All’interno di questo approfondimento vedremo qualche consiglio utile a tal proposito.

Come eseguire la sanificazione locali?

Pest control - Fumigation
Come sanificare un ambiente?
Pulire gli spazi di casa con un normale disinfettante domestico per ridurre i rischi di contagio da COVID-19 è fondamentale, così come lo è indossare guanti monouso per le operaziondi di pulizia. Utilizzando un panno rigorosamente monouso, si dovranno pulire prima le superfici con acqua calda e sapone e poi disinfettare le stesse con i prodotti per la pulizia normalmente utilizzati. Tuttavia, si dovrà prestare maggiore attenzione alle superfici toccate con maggiore frequenza, come il bagno, i corridoi o le trombe delle scale e le maniglie.

Per una sanificazione locali che non comporta alcun tipo di rischio, meglio utilizzare una protezione per gli occhi, la bocca e il naso, oltre a indossare guanti e un grembiule, come indicato dalle linee guida dei principali istituti. Lavarsi le mani a fondo con acqua e sapone dopo aver tolto guanti e altri dispositivi di protezione è altrettanto importante.

La nostra azienda certificata in sicurezza dei luoghi di lavoro esegue in tutta Roma e provincia:

  • sanificazione ambienti sanitari
  • sanificazione ambienti ospedalieri
  • sanificazione ambienti di lavoro

Perché affidarsi a un servizio professionale di disinfezione roma?

L’esperienza maturata nel corso degli anni nelle sanificazioni ambientali, confrontata con un puntuale aggiornamento riguardo le ultime ricerche scientifiche specifiche, rendono i servizi professionali una valida alternativa per ridurre drasticamente il rischio di contagio. Quest’ultimo, che dipende da molti fattori, può aumentare quando le superfici contaminate non vengono trattate nel modo adeguato.

Il rischio di infezione da nuovo Coronavirus (COVID-19) per via di una contaminazione dell’ambiente diminuisce quando si fa affidamento a una sanificazione professionale. Nonostante gli esperti stiano conducendo costantemente ricerche per sapere di più riguardo a questo virus, appare ormai chiaro che un ottimo livello di igiene costituisce l’arma più efficace a disposizione del genere umano per proteggersi. Tale protezione si raggiunge solo grazie a professionisti della disinfezione roma.

Corso Alimentarista e Attestato

Alimentarista: significato

Con il termine alimentarista si intende commerciante, specialmente al minuto, di generi alimentari; addetto al reparto alimentari di un grande magazzino o di un supermercato; operatore nel settore dell’industria alimentare. L’alimentarista è chiunque manipoli generi alimentari.

corsi alimentaristi

corsi alimentaristi

Richiedi il calendario e i costi per frequentare il prossimo corso di formazione per alimentaristi!

Va da se che la figura dell’alimentarista è strettamente collegata a quella dell’haccp, una sigla traducibile in inglese come controllo e analisi dei rischi e dei punti critici riguardanti l’industria alimentare. Si tratta quindi di una procedura di controllo che vuole salvaguardare la salubrità degli alimenti all’interno di qualsiasi settore in cui si utilizza il cibo che può variare dalla tradizionale struttura alberghiera e di ristorazione fino alle mense di aziende, ospedali, caserme e a molto altro ancora.

Per questo motivo il corso alimentarista nell’haccp è particolarmente versatile e prende in considerazione un ampio assortimento di settori, coinvolgendo di conseguenza tante tipologie di figure professionali tra cui gli alimentaristi.

La Haccp Roma è l’azienda specializzata in questo settore di prevenzione, attraverso corsi di formazione e aggiornamento che informano riguardo tutto quello che occorre per frequentare un corso di alimentarista e ottenere l’attestato di alimentarista

Ma andiamo a scoprire in cosa consiste nel concreto un attestato alimentarista cos’è.

Attestato alimentarista haccp

Si è appena appurato quanto il settore dell’haccp sia assortito e variegato. Significa Hazard of Analysis and Critical Control Points e sta per l’appunto a definire i continui controlli e le analisi in laboratorio che vengono effettuati sul cibo che viene proposto in qualsiasi tipo di ambiente pubblico.

Sono tante le modalità e le strategie che tocca la formazione alimentaristi per salvaguardare la salubrità del cibo, come ad esempio un controllo puntuale e specifico sugli ingredienti, partendo dalle aziende alimentari produttrici degli alimenti che vengono introdotti sul mercato. Si parla, ad esempio, dei brand di pasta fresca, merendine, prodotti surgelati, bevande e molto altro ancora.

Vengono presi in considerazione anche tutti gli allevamenti bovini, ovini, caprini, i produttori e i distributori di carne e pollame, latte e formaggi, le industrie casearie e i consorzi produttori di frutta, verdura, ortaggi in generale e tutto quello che concerne le coltivazioni biologiche di cereali e legumi.

Il certificato alimentarista riguarda anche tutti gli allevamenti artificiali di pesce e i pescherecci che distribuiscono sia il pescato che arriva direttamente sul mercato, sia quello che fornisce le industrie per successive lavorazioni e altri trattamenti da cui si ottengono prodotti surgelati pronti da scongelare.

Il corso alimentaristi haccp non opera solamente sul prodotto finale, quello finito, ma ha come obiettivo la prevenzione di qualsiasi elemento di alterazione dei cibi, partendo dall’uso di pesticidi, conservanti ed elementi nocivi per la salute dell’uomo.

Ecco perché l’attestato di alimentarista è fondamentale nell’ambito della salvaguardia alimentare. Ad esempio, se vogliamo avere una visione chiara di quello di cui si sta parlando, si può fare riferimento alle cucine dei ristoranti e delle mense per ospedali, caserme, dormitori.

Questi ambienti devono essere perfettamente puliti ed equipaggiati delle attrezzature per conservare al meglio tutti i cibi e le vivande, come ad esempio frigoriferi accessoriati, abbattitori, celle frigorifere per le grandi quantità, le scorte, le pezzature e i tagli voluminosi, il sottovuoto.

Le analisi pest control, sulla pulizia e sulla preparazione adeguata del personale che maneggia gli alimenti sono necessarie e utili anche al fine di evitare i controlli dei Nas e qualunque perizia che può mettere in cattiva luce e addirittura far chiudere anche l’azienda più qualificata.

Le analisi haccp riguardano quindi anche tutte le metodologie e strategie di disinfestazione come derattizzazioni, allontanamento volatili, eliminazione scarafaggi, formiche e blatte. Inoltre, vengono imposte delle specifiche misure cautelari per mantenere i locali igienici e puliti, soprattutto il piano lavoro, i fornelli, le mensole e i lavelli, oltre a pavimenti, pareti e angolo adibito ai rifiuti e alla spazzatura.

Chi deve frequentare i corsi per alimentaristi?

Devono frequentare il corso alimentaristi e ottenere l’attestato alimentarista tutte quelle figure professionali che lavorano a diretto contatto con il cibo e gli alimenti come cuochi, chef e sous chef, persone che lavorano nei pastifici e nelle pasticcerie, nei mercati e nei consorzi, operai e professionisti nell’enogastronomia.

Lo stesso vale per chi lavora nei bar, nelle mense e in sala, chi prepara lunch box, vassoi e vivande. Se cerchi dei corsi alimentaristi on line per frequentarli da casa negli orari a te più consoni contattaci subito per maggiori info.

Ultime novità del 2019 in tema di sicurezza sul lavoro

Come tutti sappiamo la tematica della sicurezza sul lavoro è particolarmente sensibile nel nostro paese, soprattutto da quando si è deciso di contrastare il cosiddetto fenomeno delle morti bianche, causato da incidenti in condizioni lavorative spesso precarie e senza una normativa che desse una regola seria riguardo quelli che dovevano essere gli obblighi di comunicazione e formazione all’interno di un’area lavorativa aziendale, sia da parte dei titolari o dirigenti, sia da parte dei lavoratori stessi.

L’avvento della nuova normativa sulla Sicurezza sul Lavoro con il D.Lgs. 81/08, ha contribuito a migliorare notevolmente la situazione, ma ogni anno come sappiamo, vengono introdotte delle novità in materia, soprattutto con la stesura dell’annuale Legge di Bilancio.

CostruzionePer quanto riguarda il 2019, le principali novità che possiamo trovare riguardano proprio l’ultima Legge di Bilancio, ossia la Legge 30 Dicembre 2018, n.145, che è entrata in vigore con il primo giorno del nuovo anno; tra le moltissime tematiche toccate (si tratta di un documento di fondamentale importanza economica perché definisce quali sono gli obiettivi per la gestione dell’anno finanziario che sta per iniziare e per la gestione di tutto il triennio successivo), abbiamo avuto dei riferimenti ed innovazioni importanti proprio riguardo la tematica della sicurezza sul lavoro. Abbiamo deciso di parlarvi brevemente di quelle che sono state le ultime novità in materia, insieme ai nostri colleghi di Studio Zaneboni, che da anni offrono servizi di consulenza e corsi di formazione per i vari elementi aziendali che ne necessitano.

Quali sono in sintesi le novità considerate per quest’anno?

Inasprimento delle sanzioni per il datore di lavoro in caso di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro

In particolare sono previsti i seguenti aumenti di sanzioni:

  • Il 10% di incremento per sanzioni già previste riguardo la mancata messa in atto di quanto disposto nel cosiddetto Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (stiamo parlando ovviamente del D.Lgs. 81/08 che, lo ricordiamo, riguarda tutte le forze lavorative che possiamo trovare all’interno di un comparto aziendale, dal titolare ai dirigenti, passando soprattutto per le forze lavorative. Il decreto principalmente parla di come può correttamente avvenire la formazione di esse in tema di sicurezza, e soprattutto definisce in modo preciso quali sono gli obblighi e i diritti e le documentazioni necessarie per essere in regola e per consentire di lavorare in un ambiente il più possibile privo di fonti di rischio per l’incolumità di chi ogni giorno lavora al suo interno)

  • Sanzioni che possono essere addirittura raddoppiate fino al 20% in caso di: A) Utilizzo di forza lavoro che avviene senza aver preventivamente fatto apposita comunicazione al relativo Centro per l’impiego B) Irregolarità nella somministrazione del lavoro C) Mancata osservanza dei regolamenti riguardanti gli orari di lavoro D) Non comunicazione del distacco estero.

Quest’ultima serie di sanzioni prevede il raddoppio se, durante i precedenti 3 anni, il datore si era visto applicare altre sanzioni o ammende relative a questo genere di violazioni (si parla, quindi, di reiterazione della violazione stessa).

Aumento di organico riguardante l’Ispettorato Nazionale del Lavoro

SicurezzaCome sappiamo, questo organo ha il compito di vigilare sull’intero territorio nazionale relativamente all’applicazione delle normative in materia di lavoro, contribuzione, assicurazione obbligatoria e di legislazione sociale, oltre a vigilare sulla tutela della salute e sicurezza dei dipendenti.

L’ultima novità prevista relativamente a questo organo, è la decisione di aumentare il numero di ispettori e personale al suo interno, nei prossimi 3 anni (si parla di circa 300 assunzioni per ogni anno, quasi tutte con finalità ispettiva).

Questo tipo di decisione viene ritenuta necessaria per contrastare il sempre crescente fenomeno delle irregolarità all’interno del mondo del lavoro e per garantire che venga tutelata la salute e sicurezza dei lavoratori.

Diminuzione di tariffe e premi per contributi INAIL e diminuzioni di finanziamenti

Tramite l’ultima Legge di Bilancio viene prevista una riduzione relativa alle tariffe che ogni azienda deve versare all’INAIL, riguardante le assicurazioni per infortuni sul lavoro. La riduzione riguarda il periodo 2019-2021. Minori tariffe comportano ovviamente minori entrate per l’Istituto (oltre 400 milioni per il primo anno, salendo fino ad oltre 500 nel 2020 e circa 600 nel 2021), che andranno a ripercuotersi sulle risorse che verranno destinate per finanziare progetti di investimento e formazione, relativamente alla tematica della salute e sicurezza sul lavoro.

Controllo e prevenzione degli incendi in luoghi della cultura

Si è previsto che il Ministero per i beni e le attività culturali provveda a fare una ricognizione di tutti i vari istituti e luoghi di cultura o comunque sottoposti a vincoli paesaggistici e culturali. Una volta effettuata tale ricognizione, si stabilisce che venga effettuata, nei limiti delle risorse disponibili, la messa a norma di eventuali criticità rilevate in materia di prevenzione incendi.

Si stabilisce, inoltre, una deroga per l’adeguamento alle disposizioni antincendio per tutte le strutture ricettive che hanno subito danni dalle criticità ambientali dello scorso 2 Ottobre; tale proroga è prevista fino al prossimo 31 Dicembre.

Test Haccp

Haccp Test Online: cosa sono?

Analisi dei pericoli e punti critici di controlloPer Test Haccp si intende una simulazione online che vi permette di vautare il vostro grado di preparazione per il raggiungimento della certificazione Haccp.

Per Certificazione Haccp si intende un sistema di controllo ed un insieme di procedure e regole che garantiscono l’adozione di tutte le misure di sicurezza in materia alimentare, dall’igiene alla sicurezza degli alimenti e delle bevande, sino ai controlli delle diverse fasi di lavorazione, trasporto e conservazione degli alimenti.

Questa certificazione è obbligatoria per tutte le categorie professionali che operano nel settore alimentare e che, in diversa misura, entrano in contatto direttamente oppure indirettamente con gli alimenti.

Se intendete effettuare una simulazione dell’haccp test online potete trovare diversi siti che simulano quiz haccp per esercitazione. Vi citiamo due esempi: haccp test 1 e Quiz Haccp. Entrambi sono dei simulatori con domande e risposte del test haccp, senza alcun valore. Non ci sono correttori fisici che controlleranno il vostro test haccp ma sono un modo per esercitarvi e prepararvi al vero esame haccp a cui ogni frequentate del corso verrà sottoposto.

Il Protocollo Haccp: La Normativa Europea introdotta nel 1997

Il Protocollo HACCP, acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Points, è stato introdotto nel 1997 con l’obiettivo di promuovere e migliorare, come prevenzione, tutti i possibili pericoli e problemi nelle diverse fasi di produzione, stoccaggio, conservazione e somministrazione di alimenti e bevande. Il controllo di tutte le procedure richiede molta attenzione, per questo motivo molte aziende si affidano a consulenti e professionisti certificati nel protocollo HACCP, una delle migliori soluzioni per rimanere sempre aggiornati ed in regola sulla normativa Europea, per la redazione di manuali HACCP, per i corsi di formazione e per una consulenza più ampia su tutto quello che può riguardare la consulenza per la sicurezza alimentare.

Consulenza e Corsi Haccp a Roma

Haccp a Roma è una realtà ormai consolidata nella consulenza aziendale per la sicurezza alimentare. Può gestire la formazione per il personale che entra direttamente ed indirettamente a contatto con gli alimenti. Offre la possibilità di seguire corsi per tutte le categorie di operatori del settore alimentare, dai Camerieri ai Magazzinieri, Corsi HACCP per Cuochi, pizzaioli, pasticcieri e Barman oltre che per i titolari e per i responsabili di aziende che operano nel settore alimentare. I Corsi Haccp sono riconosciuti e approvati con attestati validi in Italia ed in Europa. Per chi ha l’esigenza di ottenere un certificato Haccp e per le aziende che vogliono formare il proprio personale, l’azienda Haccp Roma è certificata in tutta Italia e potrà fornire all’occorrenza un consulente in sede per controllare e mettere in regola la tua azienda sulla base delle ultime direttive in materia di sicurezza alimentare.

Seguire un Corso Online per la certificazione Haccp 

Oltre che dal vivo, negli ultimi tempi è stata introdotta la possibilità di seguire i Test per la certificazione Haccp anche online. Grazie a questa possibilità si riescono a raggiungere sempre più persone e si riesce anche a rispondere alle diverse esigenze, lavorative e non, di più persone. I Corsi online di Haccp sono facili e semplici da seguire, si potranno comprendere quali sono le principali norme in materia di sicurezza alimentare e si potranno inoltre organizzare corsi diversi anche in base alle specifiche esigenze delle diverse aziende. Tutti i corsi sono riconosciuti e approvati dal TAR che rilascia conferma della validità dopo il superamento dell’esame.

Corso Rspp Roma

Corso per Rspp: chi lo può fare?

L’ RSPP: una figura professionale in continuo aggiornamento. La sicurezza sui luoghi di lavoro è disciplinata dal Testo Unico sulla Sicurezza e Salute dei lavoratori secondo il D.Lgs 81/08.
In base a questa legge ogni azienda è obbligata a nominare la figura dell’RSPP, ovvero il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione.

CostruzioneL’RSPP può essere nominato scegliendo tra un soggetto interno all’azienda, che solitamente è il datore di lavoro, oppure facendo riferimento ad una persona esterna, come un consulente del lavoro o un lavoratore dell’azienda stessa.

In base al Testo Unico sulla sicurezza, se l’azienda non nomina l’RSPP commette una violazione grave, che può essere punita con una multa pecuniaria variabile tra i 2500 euro e i 6400 euro, per arrivare fino alla sospensione dell’attività lavorativa.

La figura dell’RSPP oltre a frequentare un corso per rspp deve avere delle adeguate capacità professionali e dei requisiti in termini di preparazione, proporzionali al tipo di rischi che si possono presentare nell’azienda, relativamente all’attività svolta.

Corso RSPP datore di lavoro

Il D.lgs 81/08 stabilisce che il ruolo dell’RSPP può essere assunto dal datore di lavoro stesso, in determinati casi elencati nell’allegato II del regolamento. In particolare:

1. Aziende artigiane ed industriali che abbiano fino a 30 dipendenti (sono escluse da questa categoria le industrie che sono soggette ad obbligo di notifica in base al decreto n.175 del 17/025/88, quali le centrali termoelettriche, i laboratori nucleari, le aziende minerarie ed estrattive, le aziende che fabbricano esplosivi, le strutture di cura pubbliche ed anche private);
2. aziende agricole e zootecniche che abbiano fino a 30 dipendenti ;
3. aziende rientrati nella categoria pesca con non più di 20 dipendenti ,
4. altre aziende che abbiano un massimo di 200 dipendenti .

Il datore di lavoro che assume l’incarico di RSPP ha l’obbligo di partecipare ai corsi rspp di formazione specifici per tale figura. La durata dei corsi ed il loro contenuto formativo sono classificati a seconda del rischio dell’azienda. In particolare si ha:

1. azienda con rischio di infortunio basso – corso RSPP per il datore di lavoro di 16 ore;
2. azienda con rischio di infortunio medio – corso RSPP per il datore di lavoro di 32 ore;
3. azienda con rischio di infortunio alto – corso RSPP per il datore di lavoro di 48 ore;

Il livello di rischio in cui si classifica l’azienda si può individuare consultando l’allegato II dell’Accordo Stato Regioni del 21/12/11.

Formazione rspp: in cosa consiste?

La figura dell’RSPP esterno all’azienda, viene nominata solitamente dal datore di lavoro, facendo riferimento ad un consulente esterno o al personale interno.
IL decreto 81/08 stabilisce che l’RSPP esterno deve possedere come titolo di studio almeno il diploma di scuola secondaria e deve partecipare ad un corso di formazione della durata di 40 ore (e al periodico corso aggiornamento rspp).

I contenuti del corso riguardano la gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro, la gestione della formazione dei lavoratori, le possibili fonti di rischio in azienda oltre che le misure di prevenzione che si possono attuare per evitare gli infortuni.
I corsi si svolgono con approfondimenti esemplificativi oltre che prove pratiche
Al termine del corso viene rilasciato un attestato di frequenza con la verifica dell’apprendimento.

Esistono tre moduli di corso RSPP (modulo a rspp – modulo b rspp – modulo c rspp):

  • corso rspp modulo A – con contenuti validi per ogni settore aziendale, tale modulo è introduttivo, dura 28 ore e si può effettuare anche in modalità e-learning;
  • corso rspp modulo B – della durata di 48 ore, è un corso di specializzazione specificio per RSPP, da effettuare solo in aula;
  • corso rspp modulo C – corso della durata di 24 ore, è un corso specifico di comunicazione e si può frequentare solo in aula.

Se si vuole diventare un RSPP esterno è obbligatorio frequentare tutti e tre i moduli. I laureati in ingegneria (appartenenti ad una classe di esenzione prevista dal Testo Unico), sono esonerati dalla frequentazione del modulo A e B.

Per frequentare un corso rspp online contattateci personalmente per conoscere i requisiti di accesso. Corso Rspp Online

Contaminazione alimentare: di cosa si tratta?

La contaminazione alimentare può suddividersi in varie categorie e causare una serie di patologie, per questo motivo vi sono degli obblighi di legge fondamentali da rispettare. È fondamentale quindi essere ben informati sulla trasmissione delle malattie e cosa bisogna fare per prevenire il rischio di contaminazione alimentare.

Contaminazione alimentare: cos’è?

Gli alimenti contaminati possono comportare un serio rischio sulla salute dell’uomo. Di conseguenza sono previste delle regole e degli obblighi di legge con lo scopo di garantire il massimo della sicurezza alimentare: rispettare questi protocolli è essenziale per evitare qualsiasi rischio di contaminazione e trasmissione di agenti patogeni. Da alcuni studi condotti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, le contaminazioni alimentari hanno causato la morte di oltre 400mila consumatori e un individuo su dieci si ammala a causa del contagio. Non sono passati inosservati infatti casi di alimenti come uova contaminate con insetticida, episodi che hanno portato una maggiore attenzione sul rischio delle contaminazioni alimentari. I procedimenti della produzione industriale ricoprono quindi un ruolo fondamentale per garantire una corretta e sicura vendita di cibi e bevande ai consumatori.

Tipologie di contaminazione alimentare

Il fenomeno della contaminazione alimentare può distinguersi sotto forma di varie tipologie: conoscerle a fondo è il primo passo per prevenire ogni rischio e intervenire in modo adeguato.
La contaminazione degli alimenti può avvenire in tre modi differenti, a seconda dell’elemento contaminante:

Contaminazioni chimiche

La contaminazione chimica: si verifica quando l’alimento viene avvelenato da sostanze chimiche come insetticidi o fertilizzanti;

Contaminazione fisica

La contaminazione fisica: avviene quando il contagio si verifica attraverso l’interferenza con elementi radioattivi;

Contaminazione biologica

La contaminazione biologica: si verifica quando i cibi vengono contagiati da macro e micro organismi tra cui batteri, germi, virus e parassiti.

Occorre inoltre sottolineare che la contaminazione alimentare può avvenire in modi differenti che si contraddistinguono a seconda dalla provenienza dei batteri e degli agenti patogeni:

– La contaminazione Endogena: avviene quando i cibi contengono originariamente le sostanze patogene. Gli alimenti in questo caso sono la carne, il pesce e le uova;

– La contaminazione Esogena: si verifica quando invece gli elementi patogeni non provengono dai cibi ma derivano dall’esterno.

In quest’ultimo caso si può andare incontro ad una tipologia di contagio differente che può essere:

-Diretto: messo in atto dall’individuo infetto che è un portatore sano e privo di sintomatologie. In questo caso i cibi vengono infettati e la trasmissione può avvenire per via respiratoria, a contatto con la pelle o secrezioni;

– Indiretto: avviene quando il soggetto infetto che può essere un uomo o un animale attiva la trasmissione del contagio;

– Crociato: si verifica quando l’infezione si diffonde attraverso il contatto con le mani del soggetto infetto o per via del contatto con vestiti, accessori o strumenti da esso utilizzati.

Malattie ed effetti della contaminazione alimentare

La contaminazione alimentare può causare un rischio mortale per la salute dell’essere umano. Le patologie e gli effetti che ne possono scaturire sono di vario tipo e possono manifestarsi sotto forma di diverse sintomatologie a seconda del tipo di infezione.
I soggetti infetti possono infatti andare incontro ad intossicazioni, avvelenamenti e sviluppare malattie infettive come l’epatite A, oltre che patologie degenerative o tumori e si possono verificare anche casi di salmonellosi.

Come garantire l’igiene degli alimenti?

Le procedure di produzione industriale degli alimenti sono alla base della sicurezza per tutelare la salute dei consumatori. Per questo motivo vengono eseguiti dei test veterinari, oltre ad un’adeguata messa in opera delle fasi di macellazione, che sono fattori essenziali per prevenire il rischio di propagazione dei batteri. In aggiunta a questi controlli, è necessario mettere in atto una corretta pianificazione delle procedure di preparazione dei cibi.

Per evitare il rischio di contaminazione alimentare è stato predisposto il modello HACCP, “Hazard Analisys and Control of Critical Points”, ovvero “Analisi dei rischi e controllo dei punti critici” che prevede una serie di ulteriori analisi e controlli atti ad una corretta produzione e commercializzazione degli alimenti.

La legge europea stabilisce quindi quali sono i criteri del protocollo Haccp che bisogna rispettare e sono previsti per tutto il settore alimentare: si tratta quindi di importanti regole che devono essere messe in atto da tutto il campo alimentare a partire dalle procedure di produzione, al confezionamento, al trasporto e alla vendita dei prodotti per garantire il massimo della sicurezza e tutela per la salute del consumatore.

Manipolazione Alimenti

La manipolazione degli alimenti riguarda tutte le operazione che vedono coinvolto un prodotto alimentare che viene movimentato, esposto al contatto diretto con ripiani, attrezzi da cucina o vengono in contatto con le mani degli operatori.

Questa movimentazione e contatto avviene durante la lavorazione degli alimenti, la preparazione e la somministrazione.
Le ultime norme riguardanti la manipolazione degli alimenti sono concentrate sul maggiore controllo della sicurezza ed è rivolta a formare nuovi alimentaristi esperti e ben preparati per affrontare la difficile manipolazione del cibo.

Manipolazione Alimenti Normativa

SugoLe recenti normative legate alla manipolazione degli alimenti si riferiscono alla formazione di nuovi alimentaristi. Le modifiche di legge apportate riguardano tutto il territorio nazionale. Sul tema della sicurezza e igiene alimentare la comunità europea ha posto un’attenzione specifica con l’emissione di uno specifico regolamento CE n. 852 del 2004 a ui fa capo l’HACCP il quale si occupa di analizzare i pericoli e i punti critici di controllo. Secondo la normativa ogni operatore che ha per qualsiasi motivo e in qualsiasi modalità, la necessità di manipolare gli alimenti, deve avere una formazione continua e adeguata a garantire la sicurezza delle persone che verranno in contatto con gli alimenti.

La legge n. 41 dell’anno 2003 stabilisce inoltre che ogni operatore deve avere un libretto di idoneità sanitaria e devono seguire specifici protocolli ed autocontrollo. Il personale che entra in contatto con il cibo deve essere in formazione e aggiornamento continuo. Il manuale HACCP deve essere seguito alla lettera. Spetta a chi si occupa della sicurezza un programma di controllo e monitoraggio. Deve essere inoltra istituito un sistema di controllo aziendale in cui vengono registrati tutti gli episodi che vi siano fuori dalla norma per evidenziare i possibili pericoli ed evitare che si ripresenti la stessa situazione.

Attestato manipolazione alimenti

Il decreto legge n.438 del 2004 prevede che venga effettuata un’attività continua di informazione e aggiornamento del personale in materia di sicurezza e igiene in tutte le aziende o attività in cui il personale si occupa di manipolazione alimentare. Tale formazione può essere somministrata di due diversi modi. Il primo è costituito dalla possibilità di utilizzare gli appositi organismi che effettuano corsi dopo aver ottenuto l’accreditamento necessario e le autorizzazioni preposte. Questi corsi devono essere segnalati pubblicamente e devono presentare un programma formativo adeguato e che segua le normative vigenti.

Il secondo modo è costituito da corsi somministrati direttamente dalle aziende o le attività commerciali che si occupano della formazione dei propri dipendenti. Il corso per chi manipola alimenti devono essere approvati dall’Asl competente e presentati con largo anticipo con il programma da seguire in modo che sia possibile effettuare tutti i controlli necessari per ottenere il permesso a procedere.

Nuove proposte sugli obblighi di legge sulla manipolazione degli alimenti

Le nuove proposte di legge applicate alle normative che riguardano l’HACCP prevedono che venga assolto l’obbligo di formazione e rispetto dei controlli dovuti seguendo uno dei metodi indicati. Uno di questi è la formazione frontale effettuata da esterni oppure le attività di seminariato, i corsi presentati direttamente dall’azienda con l’ausilio di persone qualificate, in alternativa si può organizzare corsi a distanza per il personale che dovrà eseguire un test finale per garantire l’effettiva presenza e dare prova delle nozione acquisite.

L‘attestato di frequenza e superamento del test finale dovrà essere fornito qualunque sia la soluzione scelta, in tale documento si deve specificare il tipo di corso seguito, la sede in cui si è tenuto il corso, la data e il professionista che si è prestato come docente del corso. Vanno aggiunti al documento anche tutti gli eventuali elementi che si sono aggiunti nell’organizzazione e sviluppo del corso.

Vantaggi del nuovo modello di formazione

Il nuovo metodo e le diverse modalità di somministrazione hanno apportato diversi vantaggi tra cui la possibilità di ampliare le opzioni di formazione, la riduzione dei costi di gestione dei corsi, una minore burocrazia ed una maggiore rapidità di esecuzione della formazione del personale adibito alla manipolazione degli alimenti.
Vantaggi che vanno a facilitare le operazioni garantendo una maggiore sicurezza e igiene nel settore dell’industria alimentare come negli esercizi commerciali o le mense pubbliche e private in cui gli operatori si trovano a manipolare alimenti.

Haccp Online, cos’è?

Cos’è il documento haccp?

AziendaL’attestato HACCP, acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Point, che regolarizza la prevenzione per controllare sia la produzione che la somministrazione di essi. Dunque questo certificato si impegna a diffondere la buona igiene, che si dovrebbe avere quando si manipolano gli alimenti, in modo tale da evitare contaminazioni batteriche, per vendere al cliente o al consumatore prodotti sicuri sanitariamente.

In Italia è obbligatoria l’abilitazione HACCP, che ha sostituito il semplice libretto sanitario per manipolare gli alimenti. Questo libretto era necessario per lavorare e produrre alimenti oppure per vendere cibi e bevande. HACCP, dunque, è un sistema che permette ad aziende e ristoranti di autocontrollare il proprio igiene, tramite il personale che parteciperà al corso.

I tre corsi HACCP online

Diversamente da come si pensa i corsi HACCP sono di tre tipi, diversi in base al ruolo di chi lavorerà con quel determinato ruolo nell’industa dell’alimentazione:

  • corso per responsabili alimentari, che permette al candidato di studiare le normative regionali;
  • corso per addetti che manipolano alimenti, dedicato a tutti i lavoratori che toccano gli alimenti;
  • corso per addetti che non manipolano alimenti, per tutti coloro che trasportano ma non toccano direttamente il cibo.

L’ultima categoria è una novità nel settore, in quanto con il vecchio sistema non si doveva prendere il libretto sanitario.

Quanto durano i corsi HACCP online?

I corsi HACCP online, sono identici a quelli seguiti fisicamente in sede e hanno la durata di: dodici ore, per quello di responsabile alimentare;

  • otto ore, per chi si occupa di manipolare gli alimenti;
  • quattro ore, per colui che non manipola gli alimenti.

Terminato il corso, si dovrà superare il test per valutare se gli insegnamenti sono stati appresi correttamente. Una volta passato il test, si otterrà l’attestato HACCP, indispensabile per lavorare nel settore della produzione e della somministrazione di alimenti.

Si può rinnovare l’attestato HACCP online?

L’attestato HACCP va rinnovato a cadenza di anni differenti, in base alla regione dove è stato conseguito. Se invece le autorità lo richiedono, deve essere rinnovato prima della scadenza. Per fare ciò bisogna ripetere il corso e superare nuovamente l’esame.

Argomenti studiati nel corso HACCP

Nel corso vengono seguite diverse materie, fondamentalmente tutti si occupano di sicurezza sanitaria alimentare. Il tipico corso, online o fisico, comprenderà: chimica, fisica e biologia;

anche se approfondite molto superficialmente e solo il necessario per manipolare gli alimenti, utili per capire come si possono contaminare gli alimenti, ma soprattutto come prevenirlo;
un approfondimento dettaglio su come trattare gli alimenti e del sistema HACCP;
la sanificazione, cioè le pratiche che mantengono l’ambiente di lavoro salubre;
la creazione del piano di autocontrollo HACCP presso il luogo di lavoro.

Corso HACCP online Responsabile industria alimentare, quanto costa?

Il prezzo del corso online è molto a discrezione di chi lo effettua. Può variare da minimo 20 euro più iva a oltre 50 euro più iva. Però non si può scegliere solo in base al costo. Infatti è importante anche avere strumenti per la preparazione al corso, ciò è indispensabile per superare il test o no.

Corso HACCP online di addetto che manipola alimenti, quanto costa?

Il costo di questo corso è simile a quello per il responsabile di azienda, quindi 20 euro più iva come prezzo minimo, fino ad arrivare a 50 euro più iva. Certi corsi permettono di partecipare ad essi, per poi pagare per ricevere l’attestato.

Corso HACCP online per addetto che non manipola alimenti, quanto costa?

Rispetto ai precedenti anche questo viene a costare meno di 20 euro più iva al minimo, per arrivare intorno ai 50 euro più iva per quelli più completi. Anche se questo corso è il più breve dei tre, la didattica è molto importante quindi è consigliabile non scegliere il corso solo per la convenienza economica. Infatti è importante considerare gli strumenti che verranno messi a disposizione dal corso.

Conviene prendere l’attestato?

L’attestato è indispensabile per lavorare con gli alimenti, dunque il discorso sulla convenienza è futile. Infatti senza si può lavorare solo illegalmente, essendo sprovvisti di HACCP. Quindi è consigliabile prenderlo subito, in modo tale da riuscire a trovare il lavoro durante una stagione al mare. Presentandosi ad un collloquio senza l’attestato, si viene spesso rifiutati, per preferire un lavoratore che lo possiede. Il costo è comunque minimo, deve essere rinnovato ogni due anni in base alla regione, se si ricerca un lavoro nel settore è molto comodo averlo conseguito.

Difficoltà del test

Il test da svolgere una volta terminato il corso HACCP non è difficile, ma bisogna conoscere tutto ciò che è stato analizzato alle lezioni. L’importante è studiare, anche se non eccessivamente. Il test non è studiato per complicare la vita ai partecipanti, bensì per controllare se chi ha partecipato al corso conosce realmente cosa sta facendo. Basterà seguire i corsi assiduamente, per superare il test senza problemi. In caso di fallimento, l’esame può essere ripetuto diverse volte, basterà solo pagare le spese nuovamente per il corso e il test.

Dispositivi di Protezione Individuale

Scrivere un manuale HACCP è molto difficile, ma bisogna effettuarlo per riuscire ad emergere nel settore alimentare. Questo testo scritto può essere redatto con l’aiuto della società HACCP di Roma. Esso è l’acronimo di “hazard analysis and critical control points” cioè un’analisi dei rischi e dei punti critici che ogni azienda del settore alimentare deve effettuare. Quindi esercizi come bar, pizzerie, ristoranti, fruttivendoli e tutti coloro che trattano alimenti.

Questa legge è obbligatoria per regolare le norme igieniche dei prodotti. Si tratta del Regolamento Ce 852 del 2004. Anche il D.Leg. n. 193/2007 si occupa di disciplinare il protocollo. I controlli sono riferiti a tutto, dall’inizio fino alla realizzazione finale del prodotto, passando per la lavorazione degli alimenti. Il manuale deve contenere i possibili rischi e gli eventuali elementi da controllare, deve rimanere sempre a disposizione dei lavoratori dell’azienda che distribuiscono ed erogano gli alimenti.

La certificazione HACCP

L’obiettivo del certificato HACCP è quello di dimostrare che vengono effettuati tutti i controlli per prevenire rischi per la sicurezza alimentare. Per quanto riguarda le bevande le verifiche sono differenti. Dunque questo sistema prevede di valutare tutti i possibili pericoli che potrebbero inquinare gli alimentiPresso la società è possibile richiedere corsi di formazione HACCP, anche della sua formazione e certificazione.

Dispositivi di protezione individuale

Equipaggiamento per la protezione personalePer dispositivi di protezione individuale (DPI), si intendono quei prodotti che proteggono chi li indossa, o che comunque li ha addosso. Nel momento in cui si porta un DPI con sè significa che ci sono pericoli per l’incolumità in qualunque ambito: domestico, sportivo, ricreativo e naturalmente lavorativo, come indicato dal Decreto Legislativo 475/92.

Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, stabilisce che i DPI, in un ambiente lavorativo, devono seguire il D.Lgs. 475/92. Questo decreto dice che ogni attrezzatura o protezione indossata dal lavoratore, deve difenderlo contro i rischi che potrebbero metterlo in pericolo durante il lavoro.

Il D.Lgs. 81/2008, impone l’utilizzo dei DPI solo nel caso in cui la protezione generale dell’impresa non è sufficiente ad eliminare tutti i rischi presenti. Praticamente il DPI deve essere utilizzato quando non si possono eliminare completamente i pericoli. In particolare i DPI devono essere specifici per la situazione presente sul lavoro; adeguati ai rischi presenti, senza peggiorare la situazione di pericolo per il lavoratore e considerare la sua esigenza ergonomica e della salute.

Le categorie dei dispositivi di protezione individuale

I DPI sono suddivisi in tre grandi categorie, decise in base al tipo di rischio di cui si occupano:

  • I categoria: sono quei dispositivi facili da progettare, servono per proteggere la persona da danni leggeri e sono autocertificati dal produttore.
  • II categoria: comprendono quelle attrezzature che proteggono dalle azioni che comportano rischi importanti, come: ad occhi, viso, braccia e mani. Il certificato di idoneità viene rilasciato da un organismo di controllo autorizzato.
  • III categoria: questi dispositivi sono molto complessi da realizzare solitamente, sono utilizzati per proteggere il lavoratore da pericoli di morte o di gravi lesioni. Ad esempio tutti i DPI che salvaguardano le vie respiratorie, specialmente da agenti chimici pericolosi e dannosi per la salute. Vengono certificati da un organismo di controllo autorizzato, partendo dal momento della produzione.

Per legge i DPI devono avere il marchio CE, che determina la sua conformità ai requisiti richiesti. Oltre a ciò i dispositivi di sicurezza devono avere le istruzioni per l’uso e tutte quelle relative al suo trattamento, specialmente la data di scadenza e i limiti del suo uso, ove possibile scritto in lingua officiale.

Quando sostituire i DPI?

Uno dei problemi principali è capire quando un DPI è da sostituire. Su alcuni è presente la data di scadenza, altri invece bisogna controllare il loro stato di usura e in caso non sia più idoneo sostituirlo. Ad esempio un dispositivo per proteggere le vie respiratorie deve essere sostituito quando l’utilizzatore respira male utilizzandolo; degli occhiali invece quando l’operatore si accorge di non vedere più nitidamente le immagini. In certi casi il dispositivo viene dotato di un indicatore di usura. Per evitare problemi più gravi, è consigliabile per il datore di lavoro sostituire frequentemente i DPI.

Corso RLS: diventare rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Nonostante l’importanza di avere in azienda un RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), non tutti conoscono bene quali siano i compiti, le procedure di formazione e le modalità di elezione di questa figura aziendale. Cerchiamo di comprendere insieme come funzionano corso e nomina RLS, partendo, prima di tutto, dalla definizione dei suoi compiti e delle sue responsabilità.

RLS: chi è?

RLS è un acronimo che sta per Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Si tratta di una persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

Tutte le aziende con lavoratori nel proprio organico, tra i quali vengono intesi anche i soci, gli stagisti, i tirocinanti e i lavoratori con contratti a tempo determinato, devono avere la possibilità di far riferimento a questa figura il cui compito, di fatto, è quello di fare da intermediario tra i dipendenti e il datore di lavoro.

Un RLS deve essere opportunamente formato allo svolgimento dei suoi compiti e deve essere un competente portavoce delle richieste avanzate dai lavoratori. Allo stesso tempo, ha il dovere di supportare il datore di lavoro nella messa a punto di condizioni lavorative rispettose della sicurezza e della salubrità, oltre che di procedure tese alla riduzione dei rischi.

Il RLS può essere eletto direttamente dai lavoratori, internamente o a livello territoriale, o designato dalle rappresentanze sindacali presenti nell’azienda. In entrambi i casi, comunque, devono sussistere determinate condizioni, in base alle quali si può optare per l’una o per le altre soluzioni.

RLS e RLST: quando il rappresentante è territoriale?

Il RLS può essere nominato per ciascuna singola azienda o, nel caso di attività di dimensioni ristrette, essere designato a livello territoriale.
In aziende con un numero di dipendenti inferiore a 15 lavoratori, il RLS può essere scelto tra quelli territoriali secondo le modalità previste contratto collettivo.
Se, invece, il numero dei dipendenti dell’azienda è superiore a 15, il RLS viene nominato tra i rappresentanti sindacali o, in assenza di questi, tra i lavoratori stessi.

Quanti sono i RLS all’interno di un’azienda?

Il numero di RLS per attività varia in base alla dimensione dell’azienda in termini di dipendenti assunti.
In particolare, per imprese con un numero di lavoratori che non superi i 200 uomini, deve essere nominato almeno un RLS. Le aziende con massimo 1000 dipendenti, invece, devono provvedere all’individuazione di almeno 3 RLS. Se, infine, un’attività è di dimensioni maggiori, contando oltre 1000 dipendenti, i RLS devono essere almeno sei.

La formazione: come si diventa RLS?

Il RLS può diventare tale dopo aver partecipato a un corso preparatorio in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il percorso formativo mira a offrire al RLS una panoramica quanto più completa possibile sui rischi specifici esistenti nei settori in cui esercita la sua rappresentanza. In questo modo il RLS sarà preparato alle situazioni di fronte alle quali si troverà a intervenire e acquisirà le giuste competenze riguardanti le tecniche di controllo e prevenzione dei rischi.

L’organizzazione del corso di formazione varia in base al contratto collettivo adottato dall’azienda in cui opera il RLS. In generale, però, il corso iniziale ha una durata minima di 32 ore.
Il RLS è, inoltre, soggetto a un aggiornamento continuo disciplinato dal contratto collettivo nazionale, secondo il quale è necessario seguire un corso formativo di almeno 4 ore all’anno, per le imprese con un numero di lavoratori compreso tra 15 e 50, e di minimo 8 ore all’anno, per le attività con oltre 50 dipendenti.

Ma cosa fa un RLS?

I compiti di un RLS sono diversi e, come già detto, tutti legati alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, oltre che alla prevenzione dei rischi connessi allo svolgimento dell’attività lavorativa.
Il RLS ha diritto di accedere ai luoghi di lavoro per controllare il rispetto delle indicazioni di sicurezza fornite dal datore di lavoro. Viene consultato per la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, per la designazione delle figure deputate al controllo della sicurezza e per l’organizzazione delle attività di formazione. Promuove e propone l’attuazione di misure preventive per la salvaguardia della salute dei lavoratori, informa i responsabili dell’azienda di eventuali rischi riscontrati nel corso dell’attività e può rivolgersi alle autorità quando ritiene che le misure di prevenzione e protezione adottate non sono adeguate a garantire salute e sicurezza dei lavoratori.

Dvr cos’è e chi redige il DVR?

Il DVR (Documento di valutazione dei rischi) è un documento che contiene la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e, per legge, al suo interno devono essere riportate anche tutte le informazioni relative alle sostanze o ai preparati chimici usati per le fasi di lavoro previste dall’attività. Con questo strumento, il Datore di lavoro, effettua una stima del rischio che si verifichi un evento dannoso per i dipendenti e l’entità dello stesso. Inoltre per ogni rischio individuato vengono definite quali sono le misure di prevenzione e di protezione da adottare durante le fasi di lavoro per ridurre le probabilità di rischio e contenere i danni.

Per la redazione del DVR, il Datore di lavoro, deve fare riferimento al D.Lgs. 81/2008 e in particolare all’art. 28 dove sono elencati tutti i possibili rischi, inclusi lo stress lavoro correlato e i rischi delle donne in stato di gravidanza. Questi sono due aspetti che nell’ultimo decennio hanno assunto sempre maggiore rilevanza nell’ambito della valutazione dei rischi sul lavoro. Il DVR è il documento cardine del “Testo unico sula sicurezza sul lavoro” e oltre all’art. 28 è disciplinato anche all’art. 17 del D.Lgs. 81/2008.

Chi redige il DVR?

L’art. 17 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce l’obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi per tutti i Datori di lavoro che hanno assunto almeno un dipendente. La valutazione dei rischi e la nomina del Responsabile del Servizio di Sicurezza e Prevenzione (RSPP) sono due adempimenti che non possono essere delegati. Per i lavoratori autonomi e le imprese familiari, la normativa rimanda all’art. 2222 del Codice Civile.

Il Datore di lavoro, per la redazione del DVR, può scegliere di avvalersi di alcune figure: il RSPP che pianifica le misure di protezione e prevenzione, il Medico Competente che predispone il protocollo di sorveglianza sanitaria e il RLS (Responsabile dei Lavoratori). Il Responsabile dei Lavoratori deve essere consultato preventivamente e il Datore di lavoro deve consegnargli una copia del DVR per presa visione. I RLS ha facoltà di esprimere considerazioni sul merito del documento che hanno un valore di tipo “consulenziale”, ma devono essere riportate in calce al DVR.

Il Ministero del Lavoro dal 01/06/2013 ha introdotto una nuova metodologia, di tipo standardizzato, per la redazione del DVR, con limiti differenti per le imprese che hanno sino a 10 dipendenti e per quelle che hanno fino a 50 lavoratori.

DVR e data certa: cosa significa?

Datore di lavoro, RSPP, Medico competente e RLS devono garantire che il DVR abbia data certa. Gli strumenti per la certificazione sono stati definiti dal Garante della protezione dei dati personali con Provvedimento del 05/12/2000: timbro postale, marca temporale, invio a mezzo PEC, sottoscrizione del documento in tutte le sue pagine. La data certa del Documento di Valutazione dei Rischi è importante per dimostrare che la redazione sia stata effettuata prima di un’ispezione o di un infortunio sul lavoro.

Scadenza e aggiornamento del DVR

Parlare di scadenza del DVR non è corretto, perché il documento deve essere aggiornato durante l’esercizio dell’impresa. Dopo la redazione e l’apposizione della data certa, il DVR non può essere conservato in archivio perché attesta tutti i cambiamenti dell’azienda. L’art. 29 comma 3 del Testo Unico per la Sicurzza, stabilisce i casi di revisione del documento: introduzione di nuovi attrezzi, macchinari o sostanze pericolose; nuova sede, attività e organigramma aziendale; presenza di infortuni e malattie professionali.

Come redigere il DVR?

La redazione del DVR è un’attività complessa e richiede una fase preliminare per la ricerca di dati e informazioni sull’azienda, a partire dai dati anagrafici, il numero degli addetti, le mansioni svolte, tutte le fasi del processo produttivo, la descrizione dettagliata degli ambienti di lavoro, i macchinari e le sostanze utilizzate (incluse le schede tecniche), i dispositivi di protezione individuale (DPI), le denunce INAIL e anche eventuali verbali di prescrizione.

Quali sono gli errori del DVR?

Il DVR deve essere redatto secondo la normativa vigente, ma spesso la stesura del documento non è corretta. Ci sono degli errori comuni per quanto riguarda il DVR, come l’incompletezza e l’incongruenza dei dati riportati, il mancato aggiornamento in seguito ai cambiamenti sopravvenuti nelle fasi produttive o alle sostanze utilizzate e la mancata individuazione delle procedure per attuare le misure da realizzare (ai sensi dell’art. 28 comma 1 lettera d) del D.Lgs. 81/2008).

Visita medica lavoro: in cosa consiste?

In cosa consiste la visita medica sul lavoro?

Uno dei più importanti diritti e doveri dei lavoratori dipendenti è la visita medica a cui ognuno deve sottoporsi prima e durante la propria attività lavorativa. Le visite per i dipendenti devono essere programmate dal titolare dell’azienda negli orari lavorativi. Il professionista che effettuerà la visita deve essere qualificato come medico del lavoro che osserverà tutti i parametri vitali e lo stato di salute dell’esaminato in modo da stabilire se il soggetto è idoneo o no al lavoro che dovrà svolgere.

Fotografia d'archivioIl costo della visita deve essere supportato dal datore di lavoro, secondo la normativa che regola la sanità e la sicurezza sul luogo di lavoro, la prevenzione, per quanto riguarda la salute dei dipendenti, è totalmente a carico del titolare dell’azienda. normativa a cui fare riferimento è il Testo Unico DLgs 81/08.

La preservazione della salute dei dipendenti viene eseguita nei casi descritti nel DLgs 81/08 , in caso di richiesta diretta da parte del lavoratore e il medico del lavoro valuta la richiesta necessaria per accertare eventuali danni o rischi per la salute causati dal lavoro. I tempi per le visite mediche e le ripetizioni periodiche delle stesse vengono stabilite dal medico di competenza tenendo in considerazione l’occupazione specifica del dipendente e i relativi rischi. In riferimento alla sezione b) comma 2 dell’art.41 del Testo Unico si richiede che la visita medica si svolga annualmente. Il

Decreto legge inserisce anche alcuni rischi in particolare per cui si ritiene d’obbligo il controllo sanitario periodico. Tra questi si annoverano le occupazioni di movimentazione carichi effettuato a mano, il lavoro al videoterminale, occupazioni in presenza di rumore, vibrazione, radiazione ottica elettromagnetica o artificiale, lavori a contatto con sostanze chimiche, cancerogene o amianto. Inoltre si ritiene un rischio il lavoro a contatto con sostanze biologiche.

Tipologie di visite mediche

Le visite sul lavoro previste dalla normativa vigente sono diverse e si distinguono nelle tipologie descritte in seguito. Visita preventiva utile a stabilire l’idoneità del dipendente al lavoro che andrà a svolgere, visita medica per valutare la possibilità di cambiare occupazione, controllo medico da effettuare in seguito alla fine di un contratto di lavoro se durante il periodo di attività il dipendente è stato esposto a sostanze chimiche. Vi sono inoltre le visite mediche richieste dal dipendente, visite mediche per l’idoneità al ritorno al lavoro dopo una sospensione per malattia prolungata oltre i 2 mesi e visite mediche per presenza di rischio annotato nella cartella sanitaria del dipendente.

Il medico del lavoro e le visite ai dipendenti

Le visite mediche vengono effettuate sempre da un medico competente in materia di rischi per la salute sul lavoro e i risultati ottenuti vengono raccolti in cartelle sanitarie e di rischio. Le suddette cartelle si custodiscono in appositi schedari del medico del lavoro che si occupa delle visite. Il Testo Unico stabilisce che ogni cartella sanitaria può essere conservata sia in forma cartacea che sotto forma di file. All’interno della scheda sanitaria di ciascun dipendente, il medico del lavoro, raccoglie i dati riguardanti i controlli sanitari, i tempi a cui è stato esposto il dipendente agli agenti fisici come rumore, ultrasuono, infrasuono, vibrazione meccanica, campo elettromagnetico, radiazione ottica, microclima e atmosfera iperbarica. I dati suddetti vengono riferiti al medico di competenza dal titolare dell’azienda tramite il rapporto di prevenzione alla salute.

Visite preassuntive: test droga e alcool

Le visiti mediche sul lavoro possono comprendere test per alcool e droga. Questi particolari esami vengono fatti per verificare che non ci siano presenza di stupefacenti o bevande alcoliche che potrebbero mettere a rischio l’incolumità del dipendente e dei suoi compagni di lavoro. Il drug-test è divenuto obbligatorio dal 30 ottobre 2007. I suddetti esami si effettuano in particolare per le aziende in cui si utilizzano gas tossici, per le fabbriche di fuochi artificiali, per gli specialisti che si occupano di piazzare mine ed esplosivi per l’abbattimento di edifici.

I test sono inoltre obbligatori per chi si occupa della parte tecnica e della conduzione di impianti nucleari, lo stesso vale per gli autisti di veicoli pubblici o aziendali, per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato che si occupano di dirigere la circolazione dei treni o della settore sicurezza, oltre ai ferrovieri stessi. Inoltre i test sono tenuti ad eseguirli anche tutti i facenti parte del personale marittimo e dell’aeronautica, i responsabili dei controlli sala macchine e trasporti, gli addetti alla movimentazione di ruspe, gru, e sollevamento merci.

RSPP: significato, compiti rspp e requisiti

Il significato di RSPP si deduce dall’acronimo Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, si tratta di una figura obbligatoria che non deve mancare in nessun luogo di lavoro, con funzioni e compiti indicati dalla legge al fine di salvaguardare la sicurezza dei lavoratori.

Il rspp è una presenza indispensabile in tutti i settori. Uffici, negozi, scuole, cantieri edili e imprese in qualsiasi luogo di lavoro deve essere presente un responsabile che si occupi di prevenire ogni situazione di rischio e salvaguardi il benessere dei lavoratori.

Normativa per i responsabili sicurezza

La funzione principale del Rspp è quella di elaborare e mettere in atto tutte le procedure necessarie a proteggere i lavoratori, analizzando gli ambienti e cercando di prevenire eventuali condizioni di rischio che possano minare la sicurezza e la salute dei dipendenti. Una figura professionale introdotta dal Governo italiano nel 1994 e regolato dal decreto legislativo n. 81 del 2008, con il quale sono state recepite nell’ordinamento giuridico nazionale le Direttive Europee riguardanti il miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute dei lavoratori.

Obblighi e Compiti RSPP

Responsabile del servizio di prevenzione e protezioneIl Testo Unico relativo alla Salute e Sicurezza sul Lavoro, indica i compiti del Rspp. In particolare, quest’ultimo deve occuparsi della gestione delle persone, dei sistemi e dei mezzi esterni o interni all’azienda utili a svolgere le attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali i lavoratori. Il responsabile ha l’obbligo di redigere Documento delle Valutazione dei Rischi,in collaborazione con il datore di lavoro, il medico competente e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

La valutazione dei rischi deve essere effettuata tenendo conto di tutti i pericoli relativi al tipo di attività svolta e deve anche quantificare il rischio e la probabilità che i pericoli si tramutino in danno, di cui si deve valutare anche la potenzialità di ciascuno di essi. La redazione del documento che deve avvenire in forma scritta, avere data certa e deve contenere misure utili non solo alla prevenzione di ogni forma di rischio ma anche un programma per apportare miglioramenti nel tempo.

L’Rspp deve proporre programmi di formazione dei lavoratori e informarli sui comportamenti da tenere in azienda e sui pericoli delle attività svolte. Inoltre, deve partecipare a riunione periodiche indette dal datore di lavoro insieme al medico e ai rappresentanti della sicurezza.

Nomina Rspp

Il responsabile può essere un soggetto interno dell’impresa o un professionista esterno e viene scelto e nominato dal datore di lavoro. Quest’ultimo può svolgere i compiti del RSPP, nel rispetto di alcuni parametri indicati nel decreto legislativo, per alcuni tipi di aziende e in base al numero di lavoratori impiegati. In particolare, il datore di lavoro può anche ricoprire il ruolo di Rspp nelle aziende artigiane, industriali, agricole e zootecniche con un massimo di 30 impiegati, o di 20 in quelle di pesca. Negli altri settori se non superano i 200 dipendenti.

Rssp: requisiti e corsi di formazione

Per svolgere il ruolo di Rspp sono necessari determinati requisiti indicati nell’articolo 32 del decreto legislativo 81/2008. Il responsabile deve avere capacità e competenze professionale adeguate al ruolo da ricoprire e in relazione alla tipologia di azienda in cui deve svolgere il suo incarico. In particolare, è necessario il possesso di un diploma di scuola superiore o aver svolto per almeno sei mesi il ruolo di Rspp, con una documentazione che lo attesti. Inoltre, deve avere frequentato corsi di abilitazione.

Corsi formazione abilitanti per diventare rspp

Relativamente ai corsi abilitanti obbligatori, detti anche moduli, si possono frequentare quelli che vengono organizzati periodicamente da enti specializzati, come Hccp di Roma.

Per ottenere l’abilitazione a Rspp è indispensabile frequentare:

– il Modulo A o corso base di 28 ore, propedeutico al B e C, necessario ad apprendere i contenuti della normativa relativa alla sicurezza dei luoghi di lavoro e responsabilità e funzioni del Rspp.

– il Modulo B per acquisire le competenze in un determinato settore di 48 ore. Il corso per alcuni settori prevede ore aggiuntive.

– il Modulo C di 24 ore, necessario ad apprendere informazioni relative ai rischi psicosociali, di natura ergonomica, da organizzazione del lavoro, da turnazione e derivanti da stress lavoro-correlato.

Inoltre, l’Rspp deve obbligatoriamente aggiornarsi periodicamente con percorsi formativi specifici, raggiungendo almeno le 40 ore in 5 anni, nel rispetto degli indirizzi stabiliti dell’accordo Stato/Regione del 7 luglio 2016.

Durata Haccp e Scadenza Attestato Haccp: come effettuare il rinnovo?

La data di scadenza dell’ attestato haccp e quella di scadenza libretto sanitario devono essere tenute bene a mente per poter rinnovare queste due fondamentali certificazioni e non incorrere in sanzioni amministrative che possono essere anche importanti.

Durata certificazione haccp

La certificazione haccp è considerata la migliore pratica per le imprese per garantire che i loro lavoratori abbiano conoscenze aggiornate sull’igiene degli alimenti e la sicurezza del lavoro.Queste competenze possono essere acquisite seguendo regolarmente un corso di formazione sull’igiene alimentare. È raccomandato che la formazione e l’aggiornamento vengano forniti regolarmente e in base ai requisiti di valutazione dei rischi aziendali.

La formazione haccp fornisce informazioni pratiche e tecniche necessarie per sviluppare, gestire, implementare un sistema haccp di successo, ovvero un sistema dove vengono rigorosamente applicate procedure standardizzate di sicurezza del lavoro e igiene alimentare.

Rinnovo haccp

Mentre possedere l’attestato è obbligatorio, ed è un requisito igienico sanitario indispensabile se si esercita un’attività che preveda la manipolazione, la trasformazione e/o la somministrazione di alimenti, il suo rinnovo non è espressamente richiesto dalla legge, ma è altamente raccomandato perché le conoscenze e le abilità delle persone diventano comprensibilmente desuete con il passare del tempo.

Inoltre, per varie ragioni tra cui la coazione a ripetere, una cattiva pratica occasionale può diventare facilmente e involontariamente una consuetudine. L’aggiornamento diventa un’occasione per rivedere e, eventualmente correggere comportamenti e azioni che facilitano l’alterazione dei cibi.

Aspetti chiave dell’igiene e della sicurezza dei prodotti alimentari che potrebbero non essere facilmente richiamabili, devono periodicamente essere ricordati, come ad esempio le corrette procedure di manipolazione degli alimenti. La Regione Lazio consiglia il rinnovo dell’attestato haccp ogni due anni. Vale la penna di ricordare che la pratica dell’aggiornamento dell’attestato rafforza la conoscenza di:

  • Igiene alimentare e legge sulla sicurezza
  • Problemi di salute legati alla scarsa igiene alimentare
  • I quattro tipi di rischi: microbiologico, allergenico, fisico e chimico
  • Controllo della temperatura degli alimenti
  • Procedure di preparazione e conservazione adeguate
  • Prevenzione dei parassiti.
  • Igiene personale e malattia
  • Attività di pulizia adeguate

Scadenza libretto sanitario e haccp

Anche il libretto sanitario serve ad attestare l’idoneità di un lavoratore alla manipolazione dei cibi, ma il problema della sua scadenza è diverso. Infatti questa certificazione istituita all’inizio degli anni’60 tende ad essere inglobata dall’haccp. Il libretto sanitario, dove è ancora in uso, certifica una serie di accertamenti effettuati dalla persona che ne attestano lo stato di salute.

Dalla fine degli anni ’80 questo strumento è stato gradualmente superato e molte regioni non lo considerano più uno strumento obbligatorio, supportate anche dai pareri dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ne hanno messo in evidenza i limiti e le insufficienze. Se però visita d’idoneità sanitaria, e relativa certificazione, non è più obbligatoria nell’esercizio di attività che hanno a che fare con gli alimenti, invece è obbligatoria l’attività di formazione e relativo attestato haccp. Questo, come certamente avrai capito, non riguarda più esclusivamente lo stato di salute del lavoratore, ma anche la sua preparazione nel capire quali norme igieniche vanno seguite ogni volta che entra a contatto con alimenti da immettere in un circuito pubblico.

I programmi didattici sono ripartiti in sessione adeguate allo specifico ruolo dell’operatore, che sia un responsabile o un addetto, che manipoli o no il cibo. La certificazione HACCP aiuta le attività che a vario titolo entrano in contatto con gli alimenti a dimostrare un sistema di sicurezza alimentare attivamente mantenuto e in continuo miglioramento. Questo a sua volta contribuisce a soddisfare le richieste dei clienti in sicurezza e si traduce in una maggiore credibilità e in pubblicità positiva.

Un aspetto che non va sottovalutato è che procedure e protocolli appresi con la formazione haccp si traducono in un circolo virtuoso di rapporti di fiducia e velocizzazione dei tempi di lavoro. Poiché i programmi applicati sono effettivamente implementati, gestiti e collaudati, una volta acquisiti faranno venire meno possibili incertezze sulle procedure stesse. Per evitare multe e sanzioni previste in caso di inottemperanza è necessario dotarsi del manuale di autocontrollo haccp.

Haccp azienda agricola e cantina vinicola: leggi per la produzione primaria

Perché le cantine vinicole e le aziende agricole hanno bisogno dell’haccp?

VinoSecondo il Decreto Legislativo 155/97 il titolare di un’attività di produzione primaria o somministrazione di alimenti e bevande, dalla lavorazione delle materie prime, all’eventuale confezionamento di tali prodotti ed al loro trasporto e manipolazione, ha l’obbligo di essere formato e di formare i suoi dipendenti, al fine di rispondere a corrette procedure che garantiscano la sicurezza per il consumatore.

Consulenza e Corsi Haccp, haccp.roma.it, attraverso i suoi corsi destinati a tutte le categorie di operatori di settore alimentare, garantisce una formazione seria ed idonea atta a preparare i futuri lavoratori ad un operato responsabile e consapevole ed un riconoscimento del percorso fatto valido su tutto il territorio nazionale e dell’Unione Europea.

Corretta igiene e conservazione e degli alimenti sono solo alcuni degli aspetti che vanno indagati all’interno di un mondo estremamente eterogeneo che contempla sia norme che regolamentano le varie fasi del lavorazione del prodotto, che l’idoneità dell’ambiente all’interno del quale ne avviene la manipolazione.

E’ fondamentale che nella scelta di operare in questo settore si sia consapevoli della responsabilità che la lavorazione e somministrazione di alimenti e bevande richiede, sia che si sia impegnati in filiera di produzione che al servizio a tavola.

Haccp è la sigla che letteralmente significa “Analisi dei rischi e controllo dei punti critici

Questo vuol dire che la conoscenza di tutte le fasi che regolamentano la produzione di un elaborato alimentare, nonché la capacità di adottare tutte quelle misure atte allo scopo di prevenire, controllare appunto e garantirne una corretta manipolazione e trattamento, è chiaramente esplicata da regole e procedure dalle quali non si può prescindere.

Garanzia di sicurezza e di igiene nel processo di lavorazione, conservazione del prodotto, confezionamento o in alternativa trasformazione, commestibilità dello stesso, attraverso la determinazione dei punti critici CCP nelle varie fasi, debbono sottostare ad un controllo rigoroso che ne elimini o riduca al minimo la percentuale di rischio e ne contempli la prevenzione.

Il conseguimento dell’attestato HACCP a Roma, haccp.roma.it, attraverso i propri corsi approvati dal TAR e con validità nazionale ed Europea, come percorso di consapevolezza di tutto ciò che ruota attorno al processo alimentare, sta a dimostrare con atto formale che il lavoratore di settore, ha acquisito tutte quelle nozioni atte a garantire la sicurezza ed a renderlo idoneo a tale attività.
In merito alla serietà dell’argomento ed alle disposizioni dell’Unione europea a tutela del consumatore è obbligatorio procedere con serietà e coscienza ad una corretta formazione..

Haccp per la produzione primaria

Le cantine vinicole e le aziende agricole

Sia le cantine vinicole che le aziende agricole sono equiparate in merito alle regolamentazioni dell’ HACCP.

Entrambe prevedono un’ applicazione, nelle fasi di produzione del prodotto, di monitoraggio sia sulla corretta procedura d’impianto, che delle successive verifiche.

Debbono sottostare ad una severa regolamentazione di tutti i criteri adottati di cura della materia prima al fine di individuare gli eventuali punti critici che potrebbero inquinare il prodotto e rappresentare un pericolo per la salute dell’uomo.

Serra

Obbligatorio vigilare sulle attrezzature adottate, sugli agenti adoperati nella coltivazione, come su tutti quei pericoli che si identificano nelle aziende agricole, in chimici, sulle materie prime, fisici, pericoli di contaminazione delle materie alimentari e biologici (tra i più comuni infestanti dei generi alimentari topi, anobio del pane, larve di mosca), aghi da carne rotti in allevamento, contaminazione di vetro, plastiche, foraggi.

Mentre per le aziende agricole, settore allevamento e coltivazione presentano un quadro fortemente variegato di intervento, che naturalmente il corso a Roma haccp.roma.it preparerà ad affrontare, le cantine vinicole si possono brevemente ridurre a 2 tipologie, la cui differenza sostanziale è da rilevarsi nella quantità di materia prima prodotta.

Disporranno di unico locale all’interno del quale verranno svolte tutte le attività finalizzate alla produzione, con l’intesa che lo stesso possa prevedere la dislocazione di tutta una serie di spazi adatti a poter consentire la lavorazione.

Tutte le superfici, sia per l’azienda agricola che per la cantina vinicola, che siano atte ad ospitare le materie prime a qualunque titolo, dovranno essere adeguate, secondo le indicazioni di legge, all’applicazione delle norme igienico sanitarie previste, contemplando oltre agli spazi destinati alle varie lavorazioni, zona lavaggio e servizi igienici.

Questi ultimi concepiti rispondendo a tutta una serie di accorgimenti atti all’igiene personale e sottoposti a verifiche di idoneità, dovranno essere abilitati al fine di non trasferire alle materie lavorate agenti inquinanti.

Procedure e controlli di lavorazione saranno d’obbligo al fine di introdurre in commercio un prodotto sicuro ed integro.

Mentre esaurire il complesso meccanismo che ruota intorno all’azienda agricola in questo assunto non è possibile, aspetto evaso nel corso a Roma haccp.roma.it, per quanto riguarda la produzione di uve non si rilevano fattori ad alto rischio di criticità.

Come per le altre aziende di produzione nel settore alimentare, quelle agricole e vinicole dovranno rispondere agli adeguamenti previsti dal pacchetto d’igiene europeo e fornire tutta una serie di informazioni relative ai sistemi adottati per la coltivazione con annessa identificazione di competenze e responsabilità.

Avranno obbligo di registrare tutti gli interventi nelle varie fasi di produzione, ed infine assicurarsi che il prodotto finale abbia tracciabilità secondo il regolamento la Direttiva europea 178 2002.

Haccp magazzino alimentare: evita la contaminazione alimentare durante la conservazione

A cosa serve il sistema HACCP per magazzini alimentari?

Il sistema Haccp per magazzino alimentare è un’organizzazione messa in atto per evitare che si vengano a creare delle situazioni rischiose per la salute dei consumatori. In questo sistema il protagonista è il magazzino, in particolare la parte gestionale di esso.

Ma oltre ai luoghi di stoccaggio alimentare come i magazzini, hanno la necessità di osservare le regole di igiene e sicurezza anche tutti quei luoghi che sono soggetti alla conservazione di prodotti alimentari e bevande. Tra questi ricordiamo gli esercizi commerciali che trattano prodotti destinati all’alimentazione come:

  • locali pubblici
  • mense
  • bar
  • fornai
  • cantine vinicole
  • produttori di miele e così via.

Analizziamo quindi, i punti salienti che non devono mai mancare nel Manuale di autocontrollo Haccp.

Punti chiave del sistema Haccp per evitare la contaminazione alimentare

Magazzino

Per evitare la contaminazione alimentare la prima cosa da mantenere in un magazzino alimentare è l’assoluta pulizia tra le corsie che ospitano gli scaffali in cui vengono stoccate le derrate alimentari. In particolar modo bisogna fare attenzione alle aree circostanti alle entrate come porte, finestre, stanze da bagno, luoghi da cui possono accedere i parassiti e gli animali che solitamente attaccano i magazzini alimentari.

La corretta manutenzione aiuta a tenere sotto controllo la situazione, inoltre gli scaffali devono essere realizzati con materiale lavabile in modo da permettere una facile e profonda pulizia e sanificazione. Ogni scaffale deve avere una distanza dal pavimento tale da permettere la pulizia evitando l’accumulo di polvere e parassiti. La stessa attenzione va posta nei riguardi della detersione dei macchinari che vengono utilizzati nel magazzino, per esempio i carrelli che si utilizzano per trasportare la merce.

Circa due volte al mese è necessario un controllo a pavimenti e soffitti, adeguamento immediato alle norme vigenti in caso di mutamento. Anche per i pavimenti e i soffitti è necessaria un’accurata pulizia come per le tapparelle ove presenti, inoltre è necessario sigillare eventuali crepe nelle pareti, luoghi che possono fungere da nascondigli per gli insetti e parassiti dannosi per la salute dei consumatori.

Ulteriori regole Haccp nel manuale per la gestione del magazzino

Nei magazzini alimentari non devono essere presenti controsoffitti in quanto vi si possono annidiare parassiti pericolosi per le derrate alimentari. In caso si tratti di magazzini di vecchia fattura e quindi con contro soffittatura, di dovrà provvedere a pianificare un adeguata pulizia degli stessi. I controlli sulle scadenze degli alimenti devono essere effettuati regolarmente specificando le modalità di ritiro o restituzione del prodotto. Allo stesso modo è importante effettuare un controllo su ogni prodotto in entrata per verificare che sia conforme.
La pulizia del magazzino deve essere eseguita utilizzando specifici prodotti conformi al Manuale di autocontrollo Haccp ed è necessario inserire nel manuale la descrizione tecnica dei prodotti utilizzati per eventuali controlli. Andrà indicata anche la pianificazione della manutenzione degli strumenti utilizzati in magazzino compresi gli scaffali. Per quanto riguarda il controllo della temperatura dell’ambiente di stoccaggio delle derrate alimentari con conservazione a breve termine o nel caso si tratti di alimenti non deperibili, non è indispensabile.

Haccp: per quali aziende di distribuzione è obbligatorio

Ogni operatore che faccia parte del settore alimentare è soggetto al rispetto delle norme di igiene e sicurezza che vengono stabilite dal manuale o piano di autocontrollo. Questo consente di avere delle linee guida sulla gestione degli alimenti e la loro conservazione.

Le categorie che sono obbligate ad avere una Manuale Haccp sono le seguenti: attività industriali adibite alla preparazione e confezionamento di prodotti alimentari e bevande, aziende agricole, caseifici, macellai, fornerie, produttori di vino, mulini atti alla produzione di farine, produttori di olio e caffè, industrie di cibo per animali, laboratori alimentari. Inoltre sono inclusi i produttori di miele, marmellata, uova.

Ogni magazzino che contiene alimenti è sottoposto all’obbligo del Manuale Haccp in ugual modo, come anche i locali di ristorazione o adibiti alla distribuzione di bevande. Tra queste attività bisogna aggiungere anche le farmacie che vendono prodotti farmaceutici che necessitano di conservazione in frigorifero.

Come ottenere il Manuale di autocontrollo Haccp

Per avere il Manuale di autocontrollo Haccp in regola con le normative vigenti bisogna contattare un esperto della sicurezza alimentare presso enti riconosciuti. Il tecnico adibito a questo compito stilerà il Manuale Haccp adeguato alla situazione.

Il regolamento CE 852/04 stabilisce le regole su cui si deve basare l’addetto alla sicurezza alimentare per redigere il manuale. Una volta effettuati i controlli necessari il testo sarà stampato ed inviato al richiedente che verrà monitorato per ricordargli le date della compilazione delle schede a scadenza fissa per evitare di incappare in costose multe. La richiesta della stesura del Manuale di autocontrollo Haccp si può richiedere anche online.

Manuale Haccp per il trasporto di alimenti freschi e confezionati

L’Haccp per il trasporto di alimenti confezionati è una certificazione che attesta il rispetto di tutte le condizioni igieniche obbligatorie da parte dei trasportatori. Questa importante certificazione, nata per assicurare la sicurezza alimentare e prevenire rischi ad essa connessi, è infatti richiesta anche per chi trasporta da un luogo all’altro i vari alimenti, sia in Italia che all’estero.

Il trasportatore deve inoltre redigere un manuale Haccp obbligatorio, su cui registrare e aggiornare quotidianamente i dati che garantiscono una costante tutela della sicurezza alimentare.

Haacp trasporto alimenti confezionati: cosa dice la normativa

TrasportoI mezzi di trasporto di alimenti confezionati sono obbligati ad avere la certificazione Haccp, Hazard Analysis and Critical Control Points, al fine di tutelare le condizioni igieniche dei prodotti. Difatti non solo le aziende che lavorano nel campo della ristorazione e somministrazione di generi alimentari e bevande devono ottenere questo certificato, ma anche chi provvede a trasportare da un luogo all’altro gli alimenti.

A tal proposito la normativa, nell’articolo V del Reg. CE 852/2004, afferma che i vani di carico dei veicoli e/o i contenitori utilizzati per il trasporto di alimenti devono risultare puliti, devono essere sottoposti a regolare manutenzione per evitare che il cibo venga contaminato, devono essere progettati e costruiti per consentire adeguata pulizia e disinfezione.

Inoltre gli stessi vani e contenitori non devono trasportare altri materiali, diversi dai prodotti alimentari, e i veicoli, qualora adibiti al trasporto di altri cibi o altra merce, devono provvedere a separarli adeguatamente. Se il veicolo trasporta, in momenti separati, prodotti diversi, il conducente dovrà pulire il mezzo tra un carico e l’altro, sempre allo scopo di prevenire eventuali contaminazioni.

Appositi vani e/o contenitori vanno adibiti a prodotti alimentari sfusi liquidi, granulari o in polvere,  ed è importante contrassegnarli con menzioni scritte in una o più lingue (ad esempio il trasporto di latte, il trasporto di carne, trasporto cereali sfusi, trasporto mangimi

Importante anche la temperatura, che va mantenuta entro certe soglie e sempre monitorata.

Manuale Haccp per il trasporto di alimenti freschi e deperibili

Come abbiamo visto le norme per il trasporto di alimenti confezionati sono numerose e per dimostrare la propria regolarità è necessario munirsi di un manuale HACCP, o piano di autocontrollo, documento obbligatorio non solo all’interno dei locali che vendono o manipolano alimenti, ma anche sui mezzi di trasporto dei prodotti. Questo manuale va continuamente aggiornato al fine di garantire, e dimostrare, una costante tutela della sicurezza degli alimenti trasportati, ed è obbligatorio sia per chi trasporta per se stesso che per autotrasportatori conto terzi.

Il Manuale Haccp per il trasporto di alimenti confezionati, che si può redigere dopo aver frequentato un corso di formazione a norma di legge, è formulato appositamente per i punti critici della fase di trasporto ma anche per avere chiari i vari passaggi che il prodotto ha fatto prima di essere consegnato al destinatario. Vi si devono quindi indicare i possibili rischi e i provvedimenti adottati per tenerli sotto controllo, in modo che gli alimenti non subiscano contaminazioni. Solitamente è formato da una descrizione e dalla documentazione di natura operativa.

Come ottenere il Manuale Haccp per il trasporto di alimenti deperibili?

Il Manuale Haccp si può redigere dopo aver frequentato un corso di formazione abilitato secondo la direttiva Europea 2005/36/CE recepita dallo stato italiano con Dlgs 206/2007. Questa normativa garantisce il rispetto delle norme igieniche nelle diverse fasi lavorative di produzione degli alimenti ma anche di trasporto degli stessi. Il Manuale e il protocollo Haccp vengono realizzati invece sulla base del Regolamento Ce 852 del 2004 e del decreto legislativo 193 del 2007.

I corsi HACCP proposti dalla nostra azienda sono di diverse tipologie, pensati per chi trasporta alimenti confezionati e non solo. Variano sia a livello di contenuti che durata a seconda delle figure professionali a cui sono destinati e dal tipo di azienda che ne usufruisce. In ogni caso, chi segue questi corsi, è abilitato a svolgere la propria attività di trasporto, manipolazione o somministrazione alimenti nel pieno rispetto delle vigenti normative. I corsi hanno validità variabile ed è importante seguire eventuali aggiornamenti secondo quanto disposto dalle singole regioni.

Sebbene redigere un Manuale Haccp per il trasporto di alimenti confezionati non sia semplicissimo, grazie al consiglio dei nostri professionisti sarà molto più semplice. Il supporto di un esperto in sicurezza alimentare è sempre consigliato perché i Manuali Haccp, di qualunque tipologia, richiedono una certa attenzione in fase di compilazione, onde evitare l’omissione di dati importanti e obbligatori.

Per ottenere maggiori informazioni sui nostri corsi di formazione, su come ottenere gli attestati Haccp per il trasporto di alimenti confezionati, per preventivi e domande, contattateci tramite l’apposito modulo, saremo lieti di rispondervi il prima possibile.

Haccp Ristorante: manuale haccp per ristoranti, haccp settore ristorazione

La certificazione Haccp ristorante è molto importante per chiunque operi nel settore alimentare perché dimostra, in modo ufficiale, il rispetto delle normative di legge in materia. Per ottenere l’Haccp, acronimo di “Hazard Analysis Critical Control Point” (Analisi dei Pericoli e Controllo dei Punti Critici) è indispensabile seguire corsi ad hoc. In Italia sono numerosi gli enti che rilasciano certificazioni Haccp, fra questi si distingue Advice Srl, con sede a Roma, specializzata da anni nel settore. Oltre a corsi per Haccp per ristorante, disponibili anche online, Advice Srl propone utili consulenze per i professionisti che vogliono formarsi “a norma di legge”.

Il Manuale Haccp per ristoranti: cos’è e cosa comprende

Ristorante PontejelCome premesso, l’Haccp per ristorante è una certificazione che dimostra a livello giuridico il proprio adeguamento alla Normativa di legge in materia di igiene alimentare. E’ il regolamento europeo a indicare le linee guida generali relative all’applicazione del sistema Haccp, ispirandosi al codice alimentare del 2003.

Le aziende interessate, non solo ristoranti ma anche locali e bar, devono seguire in modo certosino questi protocolli e il responsabile, dopo aver seguito un apposito corso per ottenere l’attestato Haccp, deve assicurare l’applicazione del documento di autocontrollo degli alimenti, chiamato Manuale Haccp per ristoranti. Il Manuale include le diverse attività coinvolte nella preparazione, conservazione e servizio svolti nel locale. Dopo una descrizione iniziale generica, comprende tutta la documentazione di natura operativa.

Nel dettaglio i punti elencati sono: manutenzione delle attrezzature e dei locali, procedure adottate per l’igiene dei locali, presenza di eventuali infestazioni, regole di igiene e preparazione del personale, gestione, conservazione e preparazione dei cibi, rintracciabilità delle materie prime, gestione e pulizia del locale e dei rifiuti, formazione e schede di autocontrollo da compilare periodicamente. E’ importante includere anche riferimenti normativi, i dati dell’azienda, la descrizione del gruppo di lavoro capitanato da un responsabile Haccp, l’elenco dei dipendenti.

Trattandosi di un documento fondamentale, bisogna redigerlo in maniera corretta, senza saltare alcun punto, e per questo è opportuno richiedere una consulenza a professionisti accreditati. Nella capitale una delle aziende più preparate nel settore è sicuramente Advice Srl, che oltre a proporre corsi ad hoc offre consulenze Haccp a Roma per qualunque tipo di azienda alimentare.

Ma in definitiva qual è lo scopo del Manuale Haccp per ristoranti? Salvaguardare la salubrità di cibi e bevande somministrati al pubblico prevenendo rischi per l’igiene e la sicurezza. I controlli vengono solitamente eseguiti dall’ASL, anche senza preavviso, e chi non rispetta tutta la normativa rischia pesanti sanzioni.

Haccp ristorante: dove conseguire l’attestato

Gli enti che propongono corsi per ottenere l’Haccp per il settore della ristorazione sono numerosi in tutta Italia ma è importante verificare preventivamente che rilascino attestati a norma di legge. Onde evitare spiacevoli sorprese, è meglio avvalersi di professionisti del settore accreditati e di aziende regolarmente abilitate.

L’Haccp per ristorante a Roma e dintorni può essere conseguito tramite Advice Srl, punto di riferimento da anni nel settore, che propone corsi Haccpconsulenze Haccp, certificazioni e formazione Haccp, anche nella comoda modalità online, altrettanto valida dal punto di vista giuridico.

corsi Haccp nel settore della ristorazione a Roma di Advice Srl sono validi in tutta Europa secondo la direttiva Europea 2005/36/CE recepita dallo stato italiano con Dlgs 206/2007.

Le consulenze, d’altra parte, possono rivelarsi utili per redigere correttamente il Manuale Haccp per ristoranti, seguendo fedelmente le procedure del protocollo, che non sono semplicissime perché ricche di dettagli importanti, da non sottovalutare.

Haccp per ristorante: destinatari e costi

I soggetti che devono obbligatoriamente conseguire la certificazione Haccp nel settore della ristorazione sono sia il proprietario responsabile che gli eventuali dipendenti.

Per quanto riguarda i costi dell’Haacp, essi dipendono dagli enti che rilasciano gli attestati Haccp e anche dal tipo di specializzazione che si intende conseguire. I responsabili necessitano solitamente di corsi più approfonditi rispetto ai dipendenti, che a Roma, per esempio, possono aggirarsi intorno ai 50 euro contro i 35 del personale.

corsi di Haccp a Roma di Advice Srl hanno prezzi vanteggiosi e vengono proposti anche nella modalità online, una valida alternativa per chi è intenzionato a ottenere una certificazione Haccp per ristorante a Roma senza spendere troppo e comodamente da casa. Fra l’altro questa azienda specializzata da anni nel settore, famosa per la sua professionalità, specifica in modo dettagliato i preventivi per ottenere la certificazione Haacp a Roma e per seguire eventuali corsi di formazione Haccp.

Haccp per ristorante: durata

Le certificazioni Haccp per il settore della ristorazione non hanno validità illimitata una volta conseguite ma una durata variabile a seconda delle regioni italiane. La durata dell’Haccp per ristorante a Roma dipende quindi dalle disposizioni del Lazio e così via per le altre città. Una volta scaduto l’attestato, è sufficiente aggiornarlo facendo richiesta presso gli Enti che lo hanno rilasciato. L’obbligo vale non solo per il responsabile ma anche per gli eventuali dipendenti dell’azienda.

Haccp nei Bar: manuale haccp bar, schede temperature frigo

Tutte le attività che prevedono la manipolazione e somministrazione di cibi, come i bar, devono avere il manuale Haccp di autocontrollo alimentare. Il manuale Haccp è un documento che deve essere realizzato dai gestori di un bar e deve contenere tutte quelle attività coinvolte nella preparazione e nella conservazione di cibi.

Haccp Bar: significato e utilità

barLa sigla Haccp è l’acronino di “Hazard Analysis Critical Control Point“, che letteralmente significa “Analisi dei Pericoli e Controllo dei Punti Critici”. L’igiene degli alimenti, la pulizia degli ambienti e la sicurezza sono gli aspetti più importanti in tutti quei luoghi di lavoro nei quali si manipolano cibi destinati al consumo. Proprio per tutelare la salute dei consumatori nei bar e locali di ristorazione, la legge italiana si è messa in linea con la normativa europea che riguarda, appunto, l’autocontrollo alimentare.

Il proprietario di un bar, pertanto, è il primo responsabile dell’igiene nella sua struttura. Successivamente ad una adeguata formazione, dovrà essere in grado di monitorare il rischio nell’ambiente di lavoro, utilizzare le misure corrette di contrasto e pulizia, mantenere la cura della propria struttura e mostrare gli accorgimenti effettuati al momento di un controllo. La normativa è stata applicata in Italia con il D.L. del 28 agosto 1997.

Secondo questo regolamento, il titolare di un bar, ma anche di pub e ristoranti, deve obbligatoriamente redarre il documento Haccp nel quale dovrà essere specificato che ingredienti utilizza per la preparazione dei cibi, che sistema di conservazione adopera, a quale temperatura vengono conservati i cibi nei frigo e quali sono i punti critici.

Pertanto, all’interno del manuale Haccp Bar devono essere contenute tutte queste informazioni, oltre a quelle relative al trasporto dei prodotti, ai metodi messi in atto per evitare contaminazioni o ad eventuali situazione di pericolo per il personale e per i clienti.

Manuale Haccp Bar: cosa comprende?

Andando nello specifico, elenchiamo qui i punti essenziali che devono essere necessariamente presenti all’interno di un manuale Haccp per bar e locali pubblici in cui si consumano alimenti:

  • pulizia e gestione del locale e dei rifiuti
  • tutte le procedure adottate per l’igiene dei vari locali della struttura
  • manutenzione dell’attrezzatura e del locale
  • presenza di infestazioni
  • conservazione, gestione e preparazione dei generi alimentari
  • rintracciabilità di tutte le materie prime
  • preparazione del personale e regole di igiene (cuffie, grembiuli e guanti)

Oltre a tutti questi elementi, il manuale Haccp deve per legge contenere anche delle schede  haccp di autocontrollo, che verranno periodicamente compilate dal gestore del bar per monitorare le condizioni della struttura. Ad esempio, se all’interno del documento è specificato che giornalmente viene controllata la temperatura del frigo, è necessario che ci sia una scheda di autocontrollo allegata nella quale annotare i gradi dell’elettrodomestico.

Aggiornare regolarmente le schede è condizione fondamentale per non incorrere in sanzioni in caso di eventuali controlli. Se devi aggiornare o redarre il manuale Haccp per la tua struttura a Roma, affidati alla consulenza professionale di Haccp Roma e sarai in regola e perfettamente aggiornato sulla normativa Haccp. Haccp Roma offre un servizio garantito da professionisti nel settore che sapranno fornirti un supporto specialistico garantendo un servizio altamente personalizzato.

Normativa Bar: cosa accade se non si prepara il manuale Haccp?

Nel caso in cui il gestore di un bar non abbia preparato il manuale di autocontrollo Haccp, potrebbe andare incontro a delle sanzioni pecuniarie. È bene ricordare, infatti, che il manuale Haccp è un manuale di autocontrollo e quindi spetta allo stesso gestore/proprietario del bar occuparsene in prima persona. I controlli sanitari vengono generalmente effettuati dalle ASL e i funzionari non hanno l’obbligo di avvisare per tempo in caso di un controllo, quindi è importante essere sempre in regola con le norme igieniche e tenersi sempre pronti.

Durante il controllo, gli ispettori verificano per prima cosa la presenza del manuale Haccp e di conseguenza che le norme alimentari ed igieniche presenti in esso vengano rispettate alla perfezione, che queste norme vengano applicate e che i controlli specificati sul manuale vengano eseguiti giornalmente. Se un bar non rispetta la normativa o non possiede un adeguato manuale Haccp, potrebbe essere soggetto a pesanti sanzioni.

Poiché la redazione di un manuale Haccp è un’attività delicata, se non si possiede la giusta esperienza o formazione è facile commettere degli errori. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a dei professionisti del settore. Sul sito Haccp.roma.it troverete a vostra disposizione dei consulenti in grado di aiutarvi fornendovi soluzioni personalizzate.

Attestato haccp: rinnovo, durata e libretto sanitario online

Quali sono le procedure che devono essere seguite dagli alimentaristi, quindi dai lavoratori che si occupano di preparazione, manipolazione e vendita di alimenti, al fine di rinnovare la loro idoneità allo svolgimento di tale professione?
Per rispondere a tale domanda è necessario anzitutto fare il punto su cos’è il protocollo HACCP.

Cosa si intende per Attestato  Haccp?

attestato haccp

attestato haccp

Il cosiddetto HACCP, acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Points, è sostanzialmente un insieme di procedure a cui gli alimentaristi devono sempre attenersi durante lo svolgimento del loro lavoro.

Il protocollo HACCP riguarda dunque tutte le aziende e tutti i lavoratori che si occupano di preparazione, manipolazione e vendita di alimenti, dall’industria alimentare fino all’attività ristorativa, e la sua finalità primaria è quella di evitare la contaminazione dei cibi, dunque quella di assicurare al consumatore finale la dovuta sicurezza.

Dal punto di vista concreto il protocollo HACCP si traduce in diversi obblighi, a cominciare dalla redazione del cosiddetto manuale HACCP, documento in cui l’azienda indica le possibili criticità che possono verificarsi in termini di sicurezza alimentare e soprattutto le contromisure adottate per scongiurarle.

Il protocollo HACCP include anche la formazione obbligatoria degli operatori del settore, che una volta ottenuto l’attestato haccp possono operare in autonomia. Scopriamo subito, dunque, di che cosa si tratta.

Corsi e attestato haccp rinnovo e aggiornamento

I corsi HACCP sono dei percorsi formativi che devono essere necessariamente seguiti da tutti i lavoratori del settore alimentare, spaziando dagli addetti alla preparazione dei cibi fino ai camerieri.

Tramite questi corsi l’allievo ha modo di ottenere un attestato valido su tutto il territorio nazionale, il quale consente di poter operare nel pieno rispetto delle regole e soprattutto con la dovuta conoscenza delle procedure HACCP.

Un attestato HACCP ha una scadenza, in corrispondenza della quale il lavoratore deve seguire il relativo corso di aggiornamento HACCP per poter operare con regolarità.

Il lasso di tempo in cui va rinnovato l’attestato HACCP varia da regione a regione, in tutti i casi, ad ogni modo, la frequenza al corso di aggiornamento è l’unico modo per potersi garantire il rinnovo dell’attestato HACCP.

Che cos’è il libretto sanitario online?

Il libretto sanitario è un documento che attesta l’idoneità di una persona allo svolgimento della mansione di alimentarista.
Il libretto sanitario fu istituito nel lontano 1962 e consiste sostanzialmente nell’effettuazione di una serie di accertamenti che certificano, appunto, l’idoneità del lavoratore.

Già da diverso tempo tuttavia il libretto sanitario è considerato uno strumento ormai obsoleto per rendere più sicure le attività del settore alimentare: nel 1989 infatti l’OMS, Organizzazione mondiale della sanità, lo definì inefficace per tale scopo.

Alla luce di questo si sta abbandonando gradualmente l’obbligo del libretto sanitario: nella grande maggioranza delle regioni italiane esso non viene più richiesto, in altre è esonerato per alcune figure professionali, dunque per queste ragioni il numero di lavoratori che lo richiedono si è ridotto in modo importante negli ultimi anni.

Rivolgersi solo ad aziende specializzate per l’attestato da alimentarista

Sia laddove si necessiti del rinnovo di un attestato HACCP, sia qualora si abbia bisogno del rinnovo del libretto sanitario online, è fondamentale rivolgersi ad un’azienda specializzata.
Le aziende del settore conoscono perfettamente gli obblighi previsti per i lavoratori operanti nel settore alimentare, anche in considerazione delle diverse disposizioni che contraddistinguono le varie regioni italiane, per questo motivo possono soddisfare al meglio qualsiasi necessità.

L’esperienza e la professionalità di 626 Advice Srl

Un’azienda specializzata in HACCP e in sicurezza alimentare applicata al lavoro è sicuramente HACCP Roma, il cui nome societario è 626 Advice Srl.
626 Advice Srl eroga tutti i corsi di formazione HACCP che possono riguardare un’azienda operante nel settore alimentare, includendo anche i corsi di aggiornamento necessari per il rinnovo HACCP.

La formazione proposta da 626 Advice Srl è disponibile anche online, di conseguenza gli allievi hanno modo di seguire il corso di interesse comodamente da remoto, all’insegna della comodità e del risparmio.

Gli attestati erogati a seguito della frequenza di un corso online, è utile sottolinearlo, hanno la medesima validità di quelli ottenuti tramite un corso tradizionale, e sono spendibili su tutto il territorio nazionale.

626 Advice Srl si propone come punto di riferimento anche per tutti quei lavoratori che hanno bisogno di effettuare il rinnovo del libretto sanitario online.

Responsabile Haccp: requisiti e mansioni di questo operatore del settore alimentare

Quella del Responsabile HACCP è una figura molto importante in tutte le aziende che operano nel settore alimentare, quindi nelle imprese che si occupano di produzione, somministrazione e distribuzione di alimenti.

Affinché un lavoratore possa rivestire l’incarico di Responsabile HACCP deve necessariamente seguire un apposito corso di formazione, tramite il quale può ottenere il relativo attestato.

Cosa si intende con la sigla Osa alimentare Haccp?

Industria alimentareL’Osa è l’Operatore della Sicurezza Alimentare e di solito corrisponde con il titolare dell’attività. Vediamo in cosa concerne il suo ruolo e come si collega con la normativa haccp. Il cosiddetto HACCP è un protocollo, un insieme di procedure a cui devono necessariamente attenersi tutti i lavoratori che operano nel settore alimentare al fine di scongiurare le contaminazioni dei cibi, quindi per garantire la dovuta sicurezza al consumatore finale.

Tutte le aziende italiane che si occupano di produzione, somministrazione e distribuzione di alimenti, dall’industria al ristorante, dal bar al panificio, devono rispettare in modo rigoroso quanto previsto dal protocollo HACCP.

Ovviamente le aziende che non rispettano quanto disposto dalla normativa di riferimento rischiano delle grosse sanzioni, ma al di là di questo va sottolineato che seguire scrupolosamente le procedure HACCP è fondamentale per operare all’insegna della massima sicurezza.

Gli obblighi HACCP a carico del responsabile Haccp in azienda

Dal punto di vista pratico, gli obblighi HACCP previsti per le aziende operanti nel settore alimentare si traducono in diversi aspetti. Anzitutto queste imprese devono redigere il cosiddetto Manuale HACCP, un documento che va prodotto avvalendosi della collaborazione di un professionista nel quale l’azienda specifica quali sono i principali fattori di rischio per la sua specifica attività, individuando le contromisure utili per fronteggiarli con la dovuta efficacia.

Per la redazione di questo manuale il Responsabile haccp deve dunque richiedere una consulenza HACCP, inoltre è necessario che tutti i lavoratori dell’impresa siano adeguatamente formati per quel che riguarda la sicurezza alimentare, seguendo degli appositi corsi HACCP.

Corsi HACCP, necessari per ogni operatore del settore alimentare

I corsi HACCP devono essere seguiti da tutti gli operatori settore alimentare, non solo da chi si occupa della lavorazione e della produzione di alimenti, ma anche da chi si limita a servirli, come è il caso ad esempio dei camerieri.

Gli allievi che frequentano con successo un corso HACCP conseguono un attestato che ha validità su tutto il territorio nazionale e che può dunque essere speso per svolgere quest’attività lavorativa nel pieno rispetto delle vigenti normative.

Il corso HACCP deve essere rinnovato a distanza di anni dal suo conseguimento seguendo appunto il relativo corso di aggiornamento, e la cadenza periodica per la quale l’aggiornamento è necessario varia da regione a regione.

Cos’è il corso Responsabile HACCP?

RistoranteTra i vari corsi HACCP il corso per Responsabile HACCP è dedicato a un lavoratore che ricopre un ruolo importante nell’azienda operante nel settore alimentare.
Il Responsabile HACCP deve infatti occuparsi non solo della corretta gestione dell’alimenti e della prevenzione di qualsiasi forma di contaminazione, ma anche di aspetti di natura organizzativa, della cura dei rapporti con i dipendenti e della supervisione dei macchinari utilizzati in azienda.

Un lavoratore può dunque ricoprire l’incarico di Responsabile HACCP solo dopo aver portato a termine questo percorso formativo, e anche questo corso deve essere aggiornato periodicamente affinché il professionista operi nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Rivolgersi solo ad esclusivamente ad aziende accreditate di haccp

Se si ha la necessità di seguire un corso di formazione per Responsabile HACCP, ovvero per Responsabile produzione alimentare in azienda, è fondamentale rivolgersi ad un’azienda accreditata: solo ed esclusivamente le imprese regolarmente abilitate all’erogazione di corsi HACCP possono rilasciare degli attestati HACCP professionalmente spendibili e validi su tutto il territorio nazionale.

Se si ha bisogno di seguire un corso per Responsabile HACCP a Roma, conseguendo così il relativo attestato, ci si può rivolgere ad esempio ad HACCP Roma, azienda di grade esperienza e competenza il cui nome societario è Advice Srl.

HACCP Roma si occupa di HACCP a 360 gradi, offrendo una vasta gamma di servizi e proponendo anche dei corsi di formazione specifici, tra cui appunto il corso Responsabile HACCP.
L’azienda è a completa disposizione per qualsiasi richiesta di informazioni, inoltre propone i suoi preventivi in modo gratuito e senza impegno, in modo che il cliente possa sentirsi completamente libero di accettarli o meno.

Legionella, come ci si può difendere?

Linee guida legionella: conoscere il nemico

Acqua di rubinettoLa legionellosi può annidarsi nei sistemi di tubazioni, nelle torri di raffreddamento, nei soffioni, nelle vasche a idromassaggio, nelle saune, negli scaldabagni e nelle fontane decorative. Provoca sintomi simili all’influenza, ospedalizzazioni e in casi estremi morte.

È il batterio della legionella, che inizia come una presenza microscopica nei sistemi idrici e può sviluppare colonie perniciose, terribilmente invadenti da provocare epidemie.

La legionella è un tipo di batterio che causa due forme di polmonite: la malattia del legionario e la febbre di Pontiac (sinteticamente chiamate legionella).

Ambedue le patologie si sviluppano quando il batterio viene inalato attraverso goccioline e nebbia di acqua o vapore, la malattia infatti non è trasmissibile e il batterio non si sviluppa se ingerito. Poiché la malattia è difficile da distinguere dalla polmonite e l’insorgenza dei sintomi si verifica diversi giorni dopo il contatto con il patogeno, molti casi possono passare inosservati.

Quali categorie di persone sono più a rischio legionella?

Anche questi batteri, come molti altri, hanno maggiore probabilità di colpire coloro che hanno un sistema immunitario indebolito, come i bambini e gli anziani, coloro che hanno una ridotta capacità polmonare come i fumatori e le persone con disturbi autoimmuni.

Molti pazienti a rischio legionella guariscono con l’aiuto di antibiotici, ma alcuni richiedono il ricovero in ospedale per qualche giorno e un numero crescente di studi rivela che le vittime potrebbero aver riportato un danno neurologico permanente che colpisce il controllo muscolare e la memoria.

Inoltre si stima che tra il 5% e il 30% dei casi l’infezione sia letale. Insieme alle altre malattie trasmesse dall’acqua come la guardiasi e la criptosporidiosi, la legionella insiste pesantemente sul sistema sanitario nazionale e macchia irreparabilmente le insegne delle aziende al cui interno il microbo si è annidato.

Normativa Haccp Legionella

Le possibilità di proliferazione della legionella non dipendono necessariamente dal tipo di sistema idrico in questione, ma dalle condizioni all’interno dell’approvvigionamento idrico. Non sono le minuscole quantità di batteri a fare ammalare ma lo sviluppo di vere e proprie colonie che certi ambienti favoriscono a livelli di pericolosità.

Ricercando tra la legionalle cause principali possiamo evidenziare che la legionella prospera in tre condizioni ottimali :

  • una temperatura che oscilla tra i 32 e i 40 C° ( anche se già a 20 C° può moltiplicarsi)
  • la presenza di biofilm fonte di sostanze nutritive
  • un accumulo di sedimenti o incrostazioni che proteggono il batterio dalla clorazione.

Una delle fonti principali di infezione è costituita dalle linee idrauliche in disuso dei vecchi edifici, dove l’acqua diventa stagnante e non può essere adeguatamente disinfettata o sciacquata via. La prolificazione batterica può contagiare il resto del sistema idraulico e delle acque. Il modo in cui l’acqua lavora in molte strutture non è mai descritto schematicamente e di solito ci resta sconosciuto il percorso delle tubazioni e i loro collegamenti. Quando non si dispone degli schemi è possibile rivolgersi a esperti per crearli ed è anche consigliabile un piano di manutenzione basato sulle informazioni acquisite.

Nella progettazione di nuovi edifici e nei progetti di ristrutturazione è fondamentale tenere conto della Legionella in modo che le misure siano integrate fin dall’inizio. Sono fondamentali i diagrammi di flusso di processo per il sistema di acqua potabile e l’eventuale sistema di acqua non potabile e ricreativa, che passano nell’impianto. Il modo migliore per prevenire la malattia del legionario è mantenere i sistemi idrici puliti ed efficienti, con un frequente flussaggio delle linee inutilizzate.

Grande edifici come aeroporti e hotel, sono più esposti agli attacchi di legionella perché hanno sistemi idrici più complessi. Mantenere l’acqua ad una temperatura adeguata e priva di impurità riduce il rischio di far crescere il batterio. Evitare le condizioni che consentono all’acqua di ristagnare. Grandi serbatoi di stoccaggio delle acque esposti alla luce del sole possono produrre condizioni favorevoli allo sviluppo di livelli elevati del batterio.

Analisi acque e controllo contro la proliferazione del virus Legionella

Se il tuo edificio necessita di un programma di gestione delle acque, o di servizi di bonifica e analisi acque, prendi in considerazione la consulenza di un’azienda qualificata in materia di rischio ambientale che ha già eseguito campionamenti di legionella, che ha conoscenza dei protocolli sanitari e dei regolamenti edilizi, con personale che ha una formazione adeguata ed esperienza nel settore della bonifica del sistema idrico, e che utilizza laboratori accreditati per i test ambientali. Per tutto questo a Roma, rivolgiti con tranquillità a noi discuteremo dei vantaggi e delle sfide associati ai molteplici approcci alla tua bonifica.

Richiedi l’analisi delle tue acque

Analisi Acqua in Laboratorio Roma

Con l’analisi delle acque, acqua corrente ma non fuori controllo

La maggior parte delle persone dà l’acqua per scontata. Nel mondo occidentale e sviluppato, tutto ciò che un individuo deve fare è aprire il rubinetto in qualsiasi momento del giorno o della notte per avere acqua pulita e potabile. L’acqua è utilizzata per bere, cucinare, lavare e tanto altro. Tuttavia, la realtà è che coloro che hanno abbondanti scorte di acqua corrente buona dovrebbero considerarsi fortunati.

Lo sa bene chiunque abbia viaggiato oltreoceano, dove le raccomandazioni includono “bevi solo acqua in bottiglia” o “usa l’acqua del rubinetto locale solo per sciacquare lo spazzolino”. Ci sono ancora luoghi nel mondo in cui l’acqua deve essere prelevata dai pozzi pubblici e portata a casa, e altri in cui le persone non hanno neanche questa opportunità. Naturalmente, anche nei luoghi in cui la qualità dell’acqua è considerata buona possono insorgere problemi. La diffusione di epidemie legate ai germi dell’acqua è un problema importante anche nei paesi in cui la qualità dell’acqua è riconosciuta come buona.

acquaLa nozione di fondo è che l’acqua è essenziale per la vita e la salute ma non può essere data per scontata. Le industrie alimentari necessitano di grandi quantità di acqua di buona qualità (che va sottoposta ad analisi chimica dell acqua) per una serie di operazioni, tra cui la trasformazione, la pulizia, la produzione di ghiaccio e di vapore e il trasporto dei prodotti. È assolutamente essenziale che queste industrie adottino misure(analisi acque) per garantire che i sistemi idrici e acquatici nei loro impianti siano sicuri, salubri e sotto il loro controllo.

Le norme HACCP per l’analisi chimica acqua (Hazard Analysis e Critical Control Point) tendono a costituire protocolli, ovvero programmi documentati, per assicurare una buona igiene e considerano l’acqua, e la sua qualità, un prerequisito.

La sicurezza di acqua e ghiaccio utilizzati nella lavorazione degli alimenti fa parte delle buone pratiche di fabbricazione e fa parte dell’ “acqua destinata al consumo” in quanto acqua potabile, deve essere salubre, ovvero, per citare il dl 27/2002 non deve “contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana”.

Per raggiungere questo obiettivo la nostra azienda effettua analisi delle acque potabili e analisi acque reflue in tutta Roma.

Laboratorio analisi acqua per assicurare che l’acqua sia buona

I regolamenti stabiliscono che l’approvvigionamento idrico debba essere sufficiente per le operazioni previste e provenire da fonte adeguata. Qualsiasi acqua che entra in contatto con alimenti o superfici di contatto con alimenti deve essere sicura e di qualità sanitaria adeguata.

L’acqua corrente ad una temperatura adeguata e sotto pressione, se necessario, deve essere fornita in tutte le aree dove è richiesto per la lavorazione degli alimenti, per la pulizia di attrezzature, utensili e materiali per l’imballaggio degli alimenti o per i servizi igienici dei dipendenti. L’acqua viene attinta dai rifornimenti idrici municipali o dai pozzi e trasportata in laboratorio analisi acqua roma.

L’ipotesi è che si tratti di fonti sicure, ma questo va verificato. Tutte le aziende trasformatrici di alimenti dovrebbero testare l’acqua almeno una volta l’anno o anche più spesso. Gli operatori dovrebbero raccogliere campioni di acqua dal rubinetto più lontano dalla linea pubblica e preferibilmente dal lato freddo e sottoporli ad analisi microbiologica delle acque. Questo va fatto anche quando l’acqua proviene dal sistema idrico cittadino.

La qualità dell’acqua e le sue condizioni, infatti, possono variare quando lascia l’ impianto di trattamento e arriva alle condutture private. Questo è particolarmente vero nelle città in cui le condutture sono vecchie. Se i tubi dell’acqua sono di ferro, è abbastanza facile prendere quel metallo dalle linee. L’acqua ad alto contenuto di ferro, proveniente da vecchi tubi, è abbastanza facile da rilevare. Tutto quello che serve è cercare le macchie di ferro ovunque ci siano perdite o gocciolamenti.

Nei laboratorio analisi acque si può testare la qualità microbiologica dell’acqua, questa attività dovrebbe essere fatta più frequentemente. Oltre ai germi, l’acqua può contenere anche minerali disciolti, materia organica, e gas. Il controllo di questi fattori tramite analisi chimiche acqua e il mantenimento dei valori nei limiti di tabella è in grado, in generale, di assicurare qualità e igiene dell’acqua.

Un altro fattore da non sottovalutare è il grado di durezza dell’acqua, ovvero il contenuto in sali minerali, principalmente calcio e magnesio. Valori elevati di questi sali influiscono sulle attività dei lieviti e degli enzimi, e le aziend edi prodotti da forno hanno bisogno di operare delle correzioni per compensare il ph dell’acqua. Conoscere la chimica dell’acqua della propria azienda è utile anche quando si scelgono i prodotti per la pulizia, poiché le loro prestazioni sono influenzate dalle quantità di cloro presenti, o, ancora dai sali di calcio.

Se se interessato a delle analisi acqua potabile a delle analisi microbiologiche acqua o in genere a qualunque tipo di analisi acqua roma, vieni a trovarci nella nostra sede, capiremo insieme quando campionare, quanto spesso e quali test eseguire.

Diagramma di flusso haccp e analisi haccp

Diagramma di flusso haccp prima dell’analisi alimentare

Prima dell’analisi dei rischi alimentari, è necessario esaminare attentamente il processo/prodotto e programmare un diagramma di flusso su cui può essere basato il piano HACCPHaccp di Roma è un’azienda multiservizi operativa nella città di Roma. Nello specifico, i servizi eseguiti eseguiamo diagrammi di flusso per bar, pasticcerie e ristoranti in tutta la capitale.

Offriamo anche consulenza Haccp, corsi di formazione e redazione di manuali Haccp. Alcuni di questi servizi sono erogati anche online, sempre nel rispetto della normativa per l’igiene e la sicurezza degli alimenti. Le aziende del settore alimentare che necessitano di un’analisi personalizzata in materia di Haccp, possono rivolgersi a questa azienda multi servizi, sapendo di trovare professionalità e competenza.

L’analisi del rischio Haccp

Esempio di un diagramma di flusso

Esempio di un diagramma di flusso

Le aziende della ristorazione e in generale tutte quelle che operano nella manipolazione, produzione e somministrazione di alimenti e cibi sono tenute al rispetto delle normative nazionali e internazionali che fanno riferimento allo standard Haccp.

Per rispondere positivamente a quanto richiesto dalla legge vigente, è necessario prima di tutto che le attività effettuino un’attenta analisi dei loro processi produttivi. In effetti ogni attività nel quale si manipolano gli alimenti presenta un rischio, più o meno contenuto, di contaminazione degli stessi. Da questa analisi preliminare deve scaturire un elenco degli elementi di rischio, cioè di quegli aspetti della manipolazione e produzione in grado di mettere a repentaglio l’igiene e la sicurezza di alimenti e cibi immessi sul mercato.

Questi rischi possono essere di tipo biologico, chimico o fisico, e sono potenzialmente in grado di rappresentare un pericolo per l’igiene e la sicurezza di quanto viene messo in vendita.
Per fare un’analisi Haccp di questo tipo, è necessaria la consulenza di personale altamente specializzato nel settore alimentare. Solo così sarà possibile individuare con precisione tutti i fattori di rischio da tenere sotto controllo.

Un’analisi attenta all’interno di un sistema Haccp deve inoltre riguardare la formazione del personale che lavora a contatto con alimenti e cibi. Secondo le norme in vigore, infatti, tutti i responsabili e addetti alla lavorazione nel settore alimentare devono ricevere un adeguato addestramento. Questa formazione deve essere erogata da personale autorizzato, e i corsi devono rispettare determinati standard relativi ai contenuti per poter essere riconosciuti dalle autorità competenti e preposte ai controlli.
Anche per la formazione del personale, è importante dunque rivolgersi a professionisti seri come quelli di Haccp di Roma, che può vantare un organico uno staff di consulenti e formatori affidabili e preparati.

Come avere l’analisi dei rischi haccp nella propria azienda?

Le aziende del settore alimentare di Roma e dintorni possono rivolgersi ad Haccp di Roma per avere consulenza e formazione tagliate sulle esigenze della propria attività.
I corsi in presenza e online erogati da Haccp Roma sono validi e riconosciuti su tutto il territorio europeo, nel rispetto delle normative in vigore, e si rivolgono sia ai responsabili dei piani di autocontrollo che agli addetti, e riguardano sia le attività alimentari semplici sia quelle complesse.

Attraverso un’analisi delle esigenze di addestramento interne all’azienda, sarà possibile ottenere un preventivo personalizzato.
Per quanto riguarda, invece, l’attività di analisi dei rischi, questi non sono sempre individuati con facilità dagli operatori del settore alimentare: è qui che interviene la necessità di rivolgersi a consulenti esterni che siano sufficientemente dotati di esperienza. Solo una conoscenza approfondita dei protocolli Haccp consente infatti di effettuare un’analisi attenta e di redigere un manuale efficace nell’arginare il pericolo di contaminazione dei cibi.

L’importanza di mettersi in regola con l’haccp

La normativa prevede sanzioni importanti per quelle aziende che – in caso di ispezione e controlli da parte delle autorità competenti – non risultino in regola con quanto previsto dalle leggi in materia di Haccp. Per questo – e per avere la serenità di immettere sul mercato solo cibi sicuri – è indispensabile adeguare la propria attività con quanto richiesto dalla legge.

Haccp di Roma garantisce ai propri clienti la possibilità di un’analisi attenta e puntuale dei fattori di rischio esistenti, nonché l’analisi del fabbisogno formativo interno all’azienda, così che – attraverso l’organizzazione dell’aggiornamento professionale del personale e la redazione di un piano di autocontrollo – le attività operanti nel settore alimentare possano operare con la serenità derivante dalla consapevolezza di lavorare nel pieno rispetto delle normative in materia di Haccp.

Controlli Haccp: ispezioni e controlli asl nei bar e ristoranti

Controlli Haccp a Roma: come evitare multe?

Haccp Roma è una realtà operativa nella capitale, in rado di offrire alle ditte del settore alimentare una vasta gamma di servizi. L’azienda si occupa di tutto ciò che ruota intorno al sistema haccp, dalla redazione di manuali alla consulenza specializzata per la sicurezza alimentare, fino alla progettazione ed erogazione di corsi di formazione sulla normativa europea in materia.

Regolemanto Haccp e i relativi obblighi dei gestori

Le attività che si occupano di produzione o manipolazione di alimenti sono tenute al rispetto di standard definiti a livello internazionale: si tratta del regolamento Haccp. Questo sistema obbliga le aziende del settore alimentare ad effettuare una precisa analisi della propria attività, al fine di individuare e arginare, tramite uno specifico piano di autocontrollo, gli elementi di rischio presenti nell’attività produttiva.

Tramite la definizione di piani di autocontrollo che si rifanno a tali standard, l’azienda è in grado di garantire l’igiene e la sicurezza degli alimenti e dei cibi messi in vendita. Gli obblighi derivanti dalle norme Haccp comportano la possibilità che le autorità preposte effettuino ispezioni nei luoghi di lavoro, per verificare l’effettiva aderenza alla normativa, affinché sia garantita la sicurezza e il rispetto dell’igiene degli alimenti.

I controlli riguardano la pulizia dei luoghi di lavoro e dei locali, delle materie prime e degli strumenti. Per affrontare con serenità le ispezioni delle autorità nel luogo di lavoro e avere la certezza di essere in regola con la normativa vigente, per le aziende che operano nella capitale e nei dintorni, è possibile rivolgersi con fiducia ad Haccp di Roma.

L’ispettore sanitario della asl: come si deve comportare il personale?

Ente Sanitario LocaleOltre all’attività di consulenza e redazione di manuali e piani di autocontrolloHaccp di Roma focalizza la propria attenzione su un aspetto assai importante della normativa: la formazione del personale delle aziende che operano nel settore alimentare.

Secondo la legislazione vigente, infatti, tutti i responsabili dei piani di autocontrollo e tutti gli addetti di attività alimentari semplici o complesse devono ricevere adeguata formazione in materia Haccp. All’interno di ogni azienda deve essere individuato un responsabile del piano di autocontrollo, il quale deve ricevere una formazione specifica. Oltre al responsabile, anche tutti gli addetti, cioè tutti coloro che manipolano gli alimenti, devono ricevere adeguato addestramento, che deve essere erogato da personale specializzato, dotato di determinati titoli di studio e di un’importante esperienza professionale nel settore. Le attività alimentari sono suddivise inoltre in semplici e complesse: nel primo caso nei locali destinati alla produzione si manipola soltanto il cibo, mentre nel secondo caso, lo si prepara. Come è naturale, nel caso ci si trovi nella seconda situazione, è richiesta una formazione più approfondita. Tutti i datori di lavoro sono tenuti a formare i propri collaboratori e dipendenti entro sei mesi dal momento dell’assunzione.

Inoltre, tutti gli operatori devono seguire un corso di aggiornamento ogni cinque anni.

La corretta formazione di responsabili e addetti è uno degli elementi su cui le autorità focalizzano la propria attenzione al momento dei controlli. Per questo è importante rivolgersi a realtà professionali affidabili come Haccp di Roma.

Controllo alimentare e redazione di manuali

Oltre alla formazione, le attività alimentari necessitano anche di una consulenza, utile per la corretta definizione del piano di autocontrollo. Insieme alla possibilità di dimostrare che il personale è stato formato nel rispetto della normativa, la presenza e il rispetto di piani di autocontrollo redatti in maniera corretta, grazie all’aiuto di personale specializzato, consente all’azienda di mettere sul mercato alimenti e cibi sicuri, nonché di affrontare con sicurezza le ispezioni delle autorità, evitando così le pesanti sanzioni previste per coloro che non si adeguano a quanto previsto dalle leggi vigenti.

Mettersi a norma con i controlli haccp adesso

HACCP di Roma offre consulenza e formazione erogate da esperti del settore, sempre affidabili e dotati di grande professionalità, in grado di garantire il rispetto dei migliori standard di qualità. A costi contenuti, e con un servizio efficiente, sarà facile mettere in regola la propria attività con la normativa haccp, per avere la certezza di produrre cibi salubri e non dover temere controlli e ispezioni.

Costo Corso Haccp e Durata del Corso

Corsi Haccp: quanto costano e quanto durano?

corsi HACCP sono fondamentali per tutte le attività che abbracciano il mondo alimentare, e riguardano sia i relativi titolari che i lavoratori dipendenti.
HACCP è acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Points, ed è una sigla che fa riferimento a tutte le procedure che devono essere seguite per evitare qualsiasi tipo di contaminazione negli alimenti, quindi per garantire la dovuta sicurezza ai clienti dell’azienda.

Validità corso haccp

Analisi dei pericoli e punti critici di controlloI corsi HACCP si rivolgono sia alle aziende che producono e lavorano alimenti, sia a quelle che si limitano a servirli, come possono essere ad esempio ristoranti e pub.
La legge prevede che la frequenza dei corsi HACCP sia obbligatoria sia per i titolari di tali aziende che per i dipendenti, e le imprese che non rispettano tale disposizione vanno incontro a sanzioni molto serie.

Al di là dell’obbligo di legge, i corsi HACCP sono fondamentali affinché le persone che operano in quest’aziende possano lavorare sempre con la dovuta professionalità ed accortezza, evitando che possa verificarsi una qualsiasi contaminazione degli alimenti trattati.

Durata corso Haccp

I corsi HACCP possono essere distinti in tante diverse tipologie: la durata e le peculiarità di questi percorsi formativi dipendono fondamentalmente dal tipo di figura professionale a cui sono rivolti, dal tipo di azienda che ne fruisce, dal fatto che si tratti del primo corso che viene seguito dall’allievo oppure del relativo aggiornamento.

La legge stabilisce infatti che gli allievi che portano a termine questo percorso di formazione possano svolgere la loro attività nel pieno rispetto delle vigenti normative, tuttavia dopo un determinato lasso di tempo seguire un corso di aggiornamento è necessario.

Ogni quanto tempo va rinnovato un corso HACCP? La risposta a questa domanda non è univoca, dal momento che sussistono delle differenze importanti sul territorio nazionale: i tempi entro cui i corsi HACCP devono essere rinnovati sono stabiliti infatti dalle varie regioni.

Si può in tutti i casi affermare che i corsi di aggiornamento HACCP hanno una durata molto più breve rispetto a quella dei corsi HACCP tradizionali, di conseguenza richiedono agli allievi un impegno di ore notevolmente più basso.

Esame HACCP tradizionale e online

nutrienteOggi i corsi HACCP possono essere distinti in due diverse varianti, ovvero i corsi tradizionali, quindi quelli che vengono svolti in aula, e quelli online.

La tendenza ad acquistare dei corsi HACCP online sta diffondendosi sempre più, e in effetti non si può negare il fatto che questa soluzione sia particolarmente comoda ed efficiente; è utilissimo sottolineare a tal riguardo che dal punto di vista della validità legale non vi è nessuna differenza tra i corsi in aula e i corsi online, in quanto entrambi consentono agli allievi di ottenere degli attestati spendibili su tutto il territorio nazionale.

Chi desidera acquistare dei corsi HACCP, ovviamente, deve accertarsi di rivolgersi ad un ente accreditato, quindi a una realtà che sia in grado di rilasciare degli attestati regolarmente riconosciuti in tutto il paese.

Quanto costa l’haccp?

I prezzi dei corsi HACCP sono variabili, e non potrebbe essere altrimenti, dal momento che come detto in precedenza questi percorsi formativi possono presentare peculiarità variegate.
Un ente formativo specializzato nell’erogazione di corsi HACCP dovrebbe in tutti i casi fornire dei preventivi precisi relativi ai suoi corsi, senza alcun impegno, in modo che il cliente possa sentirsi completamente libero di accettarli o meno.

Corsi HACCP a Roma: rivolgersi a 626 Advice Srl

Quello appena menzionato è proprio il modo di operare che contraddistingue 626 Advice Srl, azienda specializzata in corsi HACCP a Roma la quale è considerata un vero e proprio punto di riferimento per quel che riguarda la Capitale.

626 Advice Srl propone corsi HACCP a Roma di qualsiasi tipologia, dunque dedicati a qualsiasi tipo di azienda o a qualsiasi figura professionale che può necessitarne, e nella sua offerta formativa vi sono anche i corsi HACCP di aggiornamento.

I corsi di HACCP Roma sono disponibili anche nella variante online, in questo modo dunque gli allievi possono seguire il loro corso di formazione da remoto, all’insegna della massima comodità.
Per tutti i suoi corsi HACCP a Roma, 626 Advice Srl rilascia degli attestati spendibili su tutto il territorio nazionale.

Certificazione Haccp: cos’è, quanto dura e come ottenerla?

La certificazione HACCP è un documento fondamentale per tutte le aziende che operano nel settore alimentare, quindi per imprese che si occupano della produzione e della lavorazione di cibi, o anche semplicemente di servire ai propri clienti degli alimenti di varia tipologia.

Anche le attività di ristorazione, dunque, devono necessariamente ottenere un certificato haccp per poter operare nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Chi ha questa necessità nella zona di Roma può fare affidamento ad un’azienda specializzata e dalla grande esperienza quale Advice Srl.

Certificato haccp come ottenerlo?

Come richiedere il certificato haccp

certificazione haccp

HACCP è acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Points, e fa riferimento ad una serie di protocolli e di procedure che devono essere necessariamente rispettate nell’ambito delle attività che abbracciano il settore alimentare.

Le aziende che producono, lavorano o servono alimenti devono operare con grandissimo rigore: non rispettare in modo impeccabile quanto disposto dalle normative, infatti, potrebbe mettere seriamente a rischio la salute di chi consuma gli alimenti che vengono prodotti o semplicemente serviti.

Quando si parla di HACCP si fa riferimento sia alle certificazioni che le aziende operanti in questo settore devono procurarsi per poter svolgere regolarmente la loro attività, sia alla formazione che deve obbligatoriamente riguardare i titolari e i dipendenti di queste aziende. Certificato haccp cos è?

Certificazione haccp cos è?

La certificazione h.a.c.c.p è sostanzialmente un documento in cui l’azienda dimostra di aver preso tutte le misure finalizzate alla prevenzione dei rischi che si possono manifestare nell’ottica della sicurezza alimentare.

Il mantenimento di un’impeccabile igiene, la tracciabilità di ogni alimento, le corrette modalità di conservazione dei cibi, sono alcuni degli aspetti principali sulla base di cui viene redatta la certificazione haccp asl.

Certificazione per alimentaristi haccp da chi deve essere presa? La certificazione sanitaria haccp deve dunque deve essere ottenuta dal titolare dell’attività che opera in settori inerenti il mondo dell’alimentazione, il quale per adempiere a quest’obbligo deve necessariamente rivolgersi ad un ente regolarmente abilitato al rilascio di questi documenti ufficiali.

Certificazione haccp roma: durata e aggiornamento

La durata di una certificazione HACCP varia da regione a regione: se si necessita di una certificazione HACCP a Roma, ad esempio, si dovrà far riferimento alle disposizioni relative al Lazio, ad ogni modo rivolgendosi ad un ente specializzato il medesimo saprà sicuramente fornire al cliente tutte le indicazioni del caso.

Al momento della sua scadenza la certificazione HACCP non deve essere presa ex novo, ma richiede un semplice aggiornamento, analogo discorso vale per quel che riguarda i vari corsi di formazione HACCP che devono essere seguiti dai titolari delle imprese operanti nel settore alimentare e dai dipendenti che svolgono diverse mansioni.

I servizi professionali di Advice Srl per la certificazione haccp

Per tutte le aziende che operano nel settore alimentare e che necessitano, quindi, di una certificazione HACCP a Roma o del relativo aggiornamento, può essere un’ottima idea quella di far riferimento ad Advice Srl, azienda specializzata che ha sede nella Capitale, esattamente a Rignano Flaminio.

Advice Srl vanta una notevole esperienza in questo settore ed è in grado di redigere il certificato haccp online relativo a qualsiasi azienda operante nel settore alimentare, oltre ovviamente ai relativi aggiornamenti.

Quest’azienda romana può essere considerata un punto di riferimento anche per quanto riguarda la formazione HACCP, erogando tutti i corsi HACCP a Roma di cui un’impresa può necessitare e rilasciando degli attestati assolutamente validi dal punto di vista giuridico.

I corsi HACCP a Roma di Advice Srl, peraltro, possono essere erogati anche nella comoda modalità online, e anche in questo caso gli attestati rilasciati hanno piena validità. Certificato haccp quanto costa

Azienda a disposizione per preventivi per certificazione haccp online?

Advice Srl opera sempre all’insegna della professionalità e della massima trasparenza, di conseguenza specifica sempre in modo chiaro e dettagliato i preventivi relativi all’ottenimento di una certificazione HACCP a Roma, oppure all’iscrizione ai vari corsi HACCP disponibili.

Lo staff di Advice Srl è a completa disposizione per qualsiasi richiesta di informazioni (es: certificazione haccp costo) e nel corso degli anni ha avuto modo di fidelizzare tantissime imprese di svariate tipologie, dal semplice pub fino all’industria alimentare.

Quanto costa essere a norma con l’Haccp?

Secondo la normativa vigente coloro che vogliono lavorare nel settore alimentare, quindi aprire ad esempio un bar oppure un ristorante, devono necessariamente essere in regola con il protocollo haccp.

Seguire un corso HACCP può essere anche molto costoso ma è anche obbligatorio per legge. Ecco perché tutti quelli che si accingono ad iniziare questa attività devono calcolare i costi HACCP prima di intraprendere questo difficile cammino.

costi per haccp

E’ molto costoso essere in regola con l’HACCP?

In realtà, il costo di un corso HACCP dipende molto dalla città di riferimento e soprattutto, dall’ente che si vuole scegliere per conseguire questo attestato. In linea generale, si può scegliere di seguire un corso HACCP anche online oppure puntando sul degli enti di formazione abbastanza economici.

In alcuni periodi capita anche che le regioni italiane erogano questi corsi in maniera gratuita, ma se non si può aspettare allora bisogna provvedere per conto proprio magari scegliendo una ditta specializzata nel settore formazione che potrà aiutarvi in questo senso.

Chi deve frequentare il corso haccp?

Il corso di formazione è per il proprietario responsabile, per i dipendenti di una struttura dedita al settore alimentare e può essere anche abbastanza dispendioso. Infatti, non deve essere una sola persona a seguire questo corso a conseguire attestato ma tutti coloro che lavorano nel pub, nel bar oppure nel ristorante devono avere questo attestato obbligatoriamente per legge per essere pienamente in regola.

Intorno a che cifra si aggirano i costi per un corso e un attestato HACCP?

Un corso per conseguire un attestato HACCP dipende un poco da quella che è la specializzazione che si vuole raggiungere e dipende anche un po’ da quelli che sono le esigenze del settore di riferimento.

In linea generale è possibile scegliere per un corso per responsabile industria alimentare che può arrivare a costare a Roma anche 50 euro ed inoltre ci sono poi i corsi dedicati magari con gli addetti che manipolano gli alimenti che costa magari sui 35 euro circa.

Coloro invece che sono degli addetti nel settore alimentare che non manipolano gli alimenti possono seguire questo corso o più o meno allo stesso prezzo, ma questa fascia di costi può cambiare in base a una serie di fattori che devono essere analizzati di volta in volta.

In linea generale, il corso ha dei costi abbastanza contenuti ma vanno sempre verificati e calcolati prima di procedere negli acquisti. La differenza tra la spesa dei corsi online e quelle invece in una sede fisica. In ogni caso l’attestato sarà ugualmente valido e perciò sarà importante fare la scelta in base alle proprie esigenze.

Normativa Haccp

Il protocollo HACCP è un protocollo fondamentale per coloro che operano nell’ambito della ristorazione o anche semplicemente per le attività commerciali che lavorano, manipolano o stoccano il cibo. In pratica, è una normativa fondamentale che deve essere obbligatoriamente seguita.

La normativa europea dell’HACCP

LogoLa normativa europea rispetto al protocollo HACCP risale al 1993 con la direttiva europea numero 43. Il 26 maggio del 1997 questa direttiva europea è stata recepita in Italia con il decreto legislativo che poi è stato abrogato.

Questa normativa è stata sostituita dal regolamento della Comunità Europea 178 del 2002 ed inoltre con il regolamento della Comunità Europea 852 del 2004.

Questo regolamento indica quelle che sono le linee guida generali rispetto all’applicazione dei principi del sistema HACCP. Queste linee guida si ispirano ai principi che vengono enunciati nel codice alimentare del 2003 e per questo viene eseguita la lettera tutto ciò che questo codice indica.

Sarà necessario per un’impresa quindi stabilire questi sistemi e questi protocolli in modo tale che il responsabile possa avere un piano di autocontrollo con il supporto scientifico e tecnico degli esperti.

Il piano deve essere applicato e deve essere poi finalizzato a prevenire l’insorgenza di cibi che possono essere non tracciabili e di conseguenza, pericolosi per la salute. Ecco perché tutti gli operatori del settore alimentare dovranno necessariamente occuparsi di procedere in questo senso e perciò di rispettare tutta la normativa in merito a questo protocollo, pena pesanti sanzioni.

Corsi di Formazione Haccp

Come vengono organizzati i corsi HACCP online a Roma? È bene per ottenere l’okay a questo protocollo previsto dalla normativa europea, sarà fondamentale anche seguire dei corsi di formazione.

Ci sono delle aziende specializzate nella consulenza e nel settore della sicurezza alimentare che si occupano in maniera precisa di queste procedure e organizzano dei corsi che servono proprio a tenere sotto controllo la salubrità dei cibi sotto tutti i profili e in ogni fase della produzione, non solo alla fine del prodotto.

Un corso HACCP è fondamentale per coloro che vogliono intraprendere un’attività in cui viene venduto ho preparato del cibo. Per seguire questo corso a volte ci si può fare riferimento opportunità offerte dalle regioni di competenza o in altri casi si deve necessariamente scegliere un’azienda che faccia questo tipo di percorso formativo a pagamento.

Come si organizzano i corsi di formazione HACCP

Analisi dei pericoli e punti critici di controlloUn corso di formazione HACCP è un corso di formazione che viene considerato obbligatorio per chiunque voglia intraprendere un’attività in cui si ha a che fare con il cibo. La prima cosa da tenere sotto controllo quando si tratta di questa disciplina sono i contenuti del corso che si vuole seguire nonché tutti i documenti e le procedure del processo che vengono spiegati.

Gli obiettivi di un corso di questo tipo sono di trasferire gli operatori del settore alimentare, le informazioni, le metodologie specifiche le nozioni necessarie per gestire attuale e tenere sotto controllo il trattamento preventivo di prodotti alimentari in tutti i processi in cui vengono coinvolti. Un corso sarà in grado di aiutare gli operatori e di fare interagire alunni e docenti in modo tale da chiarire tutti i dubbi circa la normativa vigente. Al termine del corso, gli operatori dovranno anche fare un test per vedere se effettivamente hanno preso quanto contenuto.

Un corso formativo sull’ HACCP deve parlare delle auto controllo ovvero delle responsabilità del controllo da un punto di vista igienico-sanitario che ogni operatore ha. Si dovrà poi studiare tutta la normativa in materia e anche cercare di capire l’enorme quali sono e come vanno rispettate e soprattutto, con quali pratiche sarà necessario verificare le procedure che riguardano gli alimenti.

Il corso può durare diverse ore a seconda dell’ente che l’organizza del modo in cui viene gestito. Solitamente si tratta di un percorso formativo rivolto gli operatori delle imprese del settore alimentare ed è meglio se si ha già una piccola esperienza in merito. Alla fine viene rilasciato un attestato di frequenza con l’iscrizione e tutto il resto.

Corsi Haccp Online

Chi decide di aprire un’attività commerciale che si occupa anche di ristorazione deve necessariamente seguire un corso di formazione in grado di aiutarlo nella gestione di questo delicato protocollo. Il corso HACCP non riguarda mai una singola persona, ma tutti gli addetti ai lavori che hanno a che fare col cibo all’interno di un’attività commerciale che lavora nel settore della ristorazione.

È possibile seguire corsi HACCP online, ma anche dal vivo. Nell’ultimo periodo però sta diventando sempre più consuetudine seguire i corsi HACCP online in quanto si tratta di un metodo per riuscire a raggiungere velocemente tutte le informazioni di cui necessita per diventare degli esperti nel settore della sicurezza alimentare. I corsi HACCP online possono essere organizzati in maniera diversa a secondo quelle che sono le necessità dell’azienda

Frequentare dei corsi HACCP online è molto veloce e facile. Si riuscirà così ad ottenere un sistema di certificazione in grado di essere riconosciuto da tutti le regioni italiane, ma anche della Comunità Europea. Perciò alla fine di questo corso si riuscirà a diventare degli esperti del controllo di quello che avviene in azienda per quanto concerne i cibi.

Il protocollo HACCP infatti, deve tener conto di tutte le fasi della lavorazione del cibo e non solo della fase finale, in cui il cibo viene venduto. A differenza dei protocolli precedenti che prevedevano un controllo sul cibo quando era finito, questo invece ha una forma completamente diversa e perciò ogni passaggio deve essere tenuto sotto controllo e per fare in modo che questo meccanismo funzioni allora il personale dovrà essere adeguatamente formato.

Come ottenere un attestato Haccp?

La soluzione potrebbe essere quella di ottenere l’attestato HACCP attraverso un corso online che si può seguire o a pagamento o anche in maniera gratuita e alla fine si potrà avere un attestato che va andrà a certificare le proprie competenze acquisite nel corso di questo procedura formativa. Esistono diverse tipologie di corsi online HACCP che possono essere tenute a seconda della necessità di diventare esperti di questo particolare sistema di protocollo.

Esiste infatti un corso di 6 ore HACCP online che riesce a garantire un livello di base in questo settore ma ci sono anche i gusti più specialistici della durata di 20 o più ore e che invece garantiscono l’acquisizione di informazioni relativamente al protocollo HACCP di un livello superiore.

È chiaro che coloro che dovranno diventare titolare o responsabile di attività alimentari, dovranno pensare di seguire un corso da veri esperti che avrà un costo più elevato ed una durata oraria decisamente maggiore.

Redazione Manuali Haccp

La nostra azienda effettua da anni la redazione dei manuali haccp in tutta Roma e provincia. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Regolamento

Cosa si intende per redazione di manuali haccp?

Redarre un manuale HACCP a Roma è una sfida davvero ardua che però bisogna necessariamente portare a termine per riuscire a sfondare nel settore alimentare. Un manuale HACCP può essere anche definito un piano di autocontrollo.

Secondo quello che è il metodo HACCP, ovvero “hazard analysis and critical control points” è una richiesta che ogni azienda che opera nel settore alimentare deve seguire. Ci si riferisce ad aziende in tutta Roma come bar, pizzerie, ristoranti, market alimentari, panifici, fruttivendoli e non solo.

Si tratta di una normativa necessaria per garantire il rispetto delle norme igieniche in tutte le fasi lavorative per la produzione di alimenti. Questo manuale e il protocollo HACCP vengono realizzati sulla base del Regolamento Ce 852 del 2004.

Inoltre, a disciplinare questo protocollo è il decreto legislativo 193 del 2007. Questa documentazione serve a segnalare tutti i punti critici che possono essere individuati nell’ambito della procedura per la realizzazione dei prodotti alimentari. Ci si riferisce anche alle fase di manipolazione di alimenti, nonché la lavorazione di prodotti di tipologia elementare.

In questo manuale si devono valutare i rischi e provvedimenti attuati per tenere questi elementi sotto controllo in modo tale da riuscire a salvaguardare in ogni caso la salute dei consumatori. Il manuale deve essere sempre a disposizione degli operatori aziendali a disposizione di coloro che sono addetti all’erogazione degli alimenti, alla manipolazione e all’erogazione stessa.

Per la buona stesura del manuale di autocontrollo

Il manuale di autocontrollo HACCP è composto da una parte in cui c’è una descrizione e poi da tutta la documentazione di natura operativa. Tutto deve riguardare le procedure utilizzate quotidianamente dagli operatori addetti a lavori ed inoltre, si devono seguire le procedure, le schede di controllo che riguardano le fasi di lavoro più critiche nella lavorazione degli alimenti.

È importante che sia sempre fatto in riferimento alla normativa in materia e si rispettano tutti i protocolli relativi all’igiene dei prodotti alimentari, alla loro tracciabilità. Devono essere sempre fatti dei riferimenti normativi, devono essere presenti i dati dell’azienda ma anche una descrizione del gruppo di lavoro dove c’è un addetto alla HACCP, viene nominato un responsabile, e ci deve essere l’elenco di tutti i lavoratori.

Inoltre, in questo manuale deve essere sempre presente una descrizione dei locali nonché di tutte le attrezzature che vengono utilizzate nella lavorazione degli alimenti. Sarà cruciale infine, anche descrivere i ruoli e le responsabilità che riguardano la gestione della documentazione relativa alla HACCP. La parte operativa invece, deve avere con sé tutte le procedure aziendali che riguardano le varie fasi di lavoro fatto dall’azienda per tenere al sicuro i cibi.

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